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Foto di repertorio

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Pistole, sangue e coltelli: la lite si tinge di giallo a Roccafranca

Notte di sangue e di misteri intricati: le grida in casa, il sangue per strada, le pistole e i coltelli. Una lite furibonda degenerata per motivi di droga, tre arresti dei Carabinieri

Un giallo intricatissimo e che solo dopo una lunga notte di indagini sembra aver finalmente trovato una prima soluzione.  Tutto è partito da una telefonata anonima, arrivata in caserma dai Carabinieri, quando erano passate da poco le 20 di giovedì: in centro a Roccafranca ci sono due persone riverse a terra, entrambe sanguinanti.

Immediato l’intervento dei Carabinieri, che recuperano i due feriti: sono due pregiudicati albanesi residenti a Cazzago e Brandico. Ai militari raccontano di essere stati rapinati da una banda di sudamericani, e che sarebbero poi fuggiti nei campi. Entrambi presentavano ferite di arma da taglio: il primo dei vistosi tagli alle mani, il secondo una coltellata al torace.

Cominciano le ricerche, forsennate, nella notte. Un paio d’ore più tardi i Carabinieri, schierati con uomini e mezzi arrivati da Adro, Chiari, Erbusco e Rudiano, intercettano un giovane sudamericano, originario dell’Ecuador, anche lui ferito alle mani da un coltello. La sua storia cambia tutto: è lui questa volta a raccontare di essere stato rapinato, e da una coppia di albanesi.

Il mistero s’infittisce, ma le indagini non si fermano. I militari continuano a cercare, finché alcuni residenti della zona non raccontano di grida e urla provenienti da una casa vicino. Fuori dall’abitazione una Volkswagen Golf, intestata ad uno dei due albanesi feriti. I Carabinieri entrano in casa, vi trovano due giovani, un italiano e un altro albanese. Nel corso della perquisizione saltano fuori un panetto di hashish nascosto sotto il divano, perfino una pistola nascosta in giardino.

Una Beretta calibro 7.65, ora sequestrata e al vaglio degli inquirenti. Elementi che tutti insieme aiutano a completare il quadro, anche se ancora provvisorio: una lite furibonda legata alla droga, cominciata in casa e poi proseguita a suon di coltelli anche fuori. I tre protagonisti – ciascuno di loro ha raccontato di essere solo una vittima – sono stati comunque arrestati. Per due di loro l’obbligo di firma, per il terzo i domiciliari. 

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