Roccafranca: le discriminazioni di un'amministrazione leghista

Due ordinanze del comune di Roccafranca (a maggioranza leghista), la prima del 2009 e la seconda del 2010, per il Tribunale di Brescia sono discriminatorie nei confronti degli stranieri e devono essere revocate

Il Tribunale di Brescia ha ordinato all' amministrazione di Roccafranca, giudicando discriminatorie due ordinanze datate 2009 e 2010, di rinnovare il bando per l'assegnazione degli alloggi per anziani senza l'esclusività della cittadinanza italiana e di ammettere tutti i cittadini stranieri che ne abbiano i requisiti ai contributi scolastici.

All' origine del provvedimento del giudice del Tribunale di Brescia c'é il ricorso presentato dall'Associazione studi giuridici sull'immigrazione, e dalla Fondazione Guido Piccini per i diritti dell'uomo onlus contro due ordinanze del comune di Roccafranca, dal 2009 guidato dal sindaco Marina Murachelli a capo di una maggioranza leghista.

La prima ordinanza, datata 2009, permetteva l'accesso al contributo per la retta d'iscrizione alle scuole materne paritarie di Roccafranca e Rudiano per l'anno scolastico 2009/2010 solo ai cittadini extracomunitari con permesso o carta di soggiorno e residenti in Italia da almeno 5 anni.

Con la seconda delibera del 2010 venivano ammessi al bando per l' assegnazione di alloggi comunali per anziani solo cittadini italiani, residenti a Roccafranca da almeno 10 anni. Il Tribunale di Brescia ha dichiarato tutto ciò "discriminatorio".

"Nonostante a Brescia, già dal 2009, chiediamo ai Comuni di tenere conto del Testo unico sull'immigrazione durante la redazione di bandi per l'assegnazione di bonus e contributi assistenziali, tante amministrazioni bresciane continuano ad emanare ordinanze riconosciute, poi, come discriminatorie".

Con un velo di amarezza il segretario della Cgil di Brescia, Damiano Galletti, commenta la notizia della condanna per discriminazione del comune di Roccafranca. "Mi chiedo se quella dei sindaci - ha continuato il segretario della Camera del lavoro bresciana - sia ricerca di consenso elettorale o mera leggerezza amministrativa".

"Prima di presentare ricorso, lo scorso marzo, insieme all'ASGI e alla Fondazione Piccini - ha spiegato Galletti - avevamo chiesto una parere all'UNAR. Ufficio antidiscriminazioni che aveva, poi, scritto all'amministrazione di Roccafranca affinché ritirasse o modificasse le ordinanze giudicate discriminatorie dal Tribunale di Brescia". Richiesta che era rimasta inesaudita; da qui, ha concluso Galletti, il ricorso alle vie legali.

"Non c'era alcun intento discriminatorio. La mia amministrazione voleva soltanto gestire al meglio e distribuire equamente le poche risorse a disposizione di un piccolo comune. Ma probabilmente le decisioni prese non sono state le migliori", replica invece il sindaco di Roccafranca, Marina Murachelli, Lega Nord, alla notizia dell'ordinanza del Tribunale di Brescia che condanna per discriminazione il comune dell'ovest bresciano.

Le due delibere giudicate discriminatorie, spiega il primo cittadino, sono già state modificate nel corso dell'ultima seduta del consiglio comunale, lo scorso 26 settembre. Il sindaco Murachelli si dice, poi, pronta a riaprire il bando per l'assegnazione di appartamenti di edilizia popolare ad ultra 65enni, come ordina il giudice Cassia del Tribunale di Brescia: "Riaprirlo è cosa rapida - spiega Murachelli - ma so già che i tre locali che non sono ancora stati assegnati rimarranno vuoti. Lo sono da tempo immemore, nessuno farà domanda". "Ricordo, poi, che sono per anziani - ha dichiarato il sindaco di Roccafranca -. In paese non ci sono stranieri ultra 65enni; anche per questo non c'é stata discriminazione".

Sarebbero due le motivazioni che qualificano come "innovativa" l'ordinanza con la quale il Tribunale di Brescia ha condannato il comune. Lo spiega l'avvocato Alberto Guariso, legale dell'ASGI, Associazione studi giuridici sull'immigrazione, che compare tra i ricorrenti: "L'ordinanza del giudice Cassia riconosce, in primo luogo, la discriminazione indiretta creata dal criterio degli anni di residenza sul suolo comunale".

"Spropositata - ha affermato l'avvocato Guariso - la richiesta di 10 anni di residenza a Roccafranca per i cittadini stranieri, che spesso sono in Italia da poco tempo e più facili agli spostamenti". Altro elemento interessante, stando al legale dell'ASGI, il ripristino reatroattivo della parità effettiva: "Ordinare al comune di riaprire il bando per gli alloggi popolari e di assegnare il contributo scolastico anche agli stranieri vuol dire eliminare all'origine la causa della discriminazione".

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