Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Erbusco

Mal di pancia, diarrea e ospedale: 35 intossicati dopo la cena al ristorante

Nel mirino una "partita" di uova contaminate

Trentacinque intossicati che hanno dovuto chiedere aiuto in pronto soccorso o alla guardia medica, altri due ancora ricoverati in ospedale: è l’effetto domino di un’intossicazione da salmonellosi che sarebbe dovuta al consumo di uova avariate in un ristorante di Erbusco. Ne dà notizia Bresciaoggi: dei 50 partecipanti alla cena ben 35 avrebbero riportato sintomi riconducibili a un’intossicazione da salmonella, ovvero dolori allo stomaco e alla pancia, dissenteria e vomito.

Di quanto accaduto sono già state informate le autorità sanitarie, che stanno indagando. A quanto pare si sarebbe trattato di una “partita” di uova avariate o contaminate: ignari ovviamente i titolari del ristorante che hanno acquistato il lotto. La cena è stata consumata pochi giorni fa e i primi malesseri si sono registrati già a 24 ore dal pasto, altri a seguire nei giorni successivi. L’Agenzia di tutela della salute (Ats) avrebbe nel frattempo già intercettato il lotto di uova incriminato, facendolo ritirare dal mercato.

La salmonella

La salmonella, come riporta l’Istituto superiore di Sanità, è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, segnalata per la prima volta nel 1886 dal medico americano Daniel Elmer Salmon: oggi la salmonella è presente in natura con più di 2mila varianti, i cosiddetti sierotipi. La gravità dei sintomi varia dai semplici disturbi del tratto gastrointestinale (febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea) fino a forme cliniche più gravi come batteriemie o infezioni focali a carico per esempio di ossa e meningi, ma che si verificano soprattutto in soggetti fragili (anziani, bambini, persone con deficit a carico del sistema immunitario).

I sintomi della malattia possono comparire tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati, ma più comunemente si manifestano dopo 12-36 ore e si protraggono dai 4 ai 7 giorni. Nella maggior parte dei casi, conclude l’ISS, la malattia ha un decorso benigno e non richiede l’ospedalizzazione, ma talvolta l’infezione può aggravarsi a tal punto da rendere necessario il ricovero. 

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