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Cronaca

Con lo spiedo ingerisce un ossicino, cinque mesi dopo muore: risarcita la famiglia

Assolte le dottoresse, ma l'ospedale risarcirà i parenti

Stava mangiando lo spiedo, inavvertitamente ha ingoiato un ossicino. Dopo cinque mesi di dolori, la donna è morta: a distanza di otto anni e mezzo, con un accordo transattivo è stata scritta la parola fine alla triste vicenda di Rosa Pesenti, una 64enne di Calcio, nella Bergamasca, morta nel 2015 dopo mesi di agonia, e diverse visite presso l'ospedale Mellino Mellini di Chiari. 

Nel 2021 le due dottoresse dell'ospedale di Chiari, accusate di omicidio colposo, sono state assolte in primo grado. La famiglia della donna però non si è mai arresa. Secondo la figlia e gli altri familiari, i sanitari avrebbero dovuto effettuare una gastroscopia alla donna, che invece fu curata per una gastrite. Il dolore però non passava, così la donna fu portata - in codice rosso - all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove venne operata d'urgenza. L'ossicino ingerito con lo spiedo aveva danneggiato esofago e aorta. La prima operazione sembrava aver dato speranza alla donna, ma a dicembre venne nuovamente ricoverata e a inizio 2015 arrivò il decesso. 

Ora, a distanza di otto anni e mezzo, la famiglia ha trovato un accordo con l'Asst Franciacorta, che verserà 400mila euro a titolo di indennizzo. Il legale della famiglia inizialmente aveva chiesto un milione.

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