Strage di cuccioli al canile: iniezioni letali “per pura crudeltà”

Pentothal, Sodiu, Tanax: veleno iniettato nel sangue di cani e di cuccioli, uccisi al canile rifugio di Cremona solo ed esclusivamente "per crudeltà". La sentenza della Corte d'Appello di Brescia: le condanne

La sentenza della Corte d'Appello di Brescia parla chiaro: i cani uccisi al canile di Cremona vennero uccisi per “crudeltà”. Pentothal, Sodium, Tanax: questi i “veleni” che venivano iniettati agli “ospiti” del Rifugio del Cane di Cremona, canile comunale che venne dato in gestione a Cheti Nin, l'ex vicepresidente dell'Associazione Zoofili Cremonesi.

I fatti sono avvenuti dall'agosto del 2007 al marzo del 2009, quando finalmente i Carabinieri del Nas fecero irruzione nel canile. Un comportamento inspiegabile: Cheti Nin e le sue volontarie uccidevano i cani senza un vero motivo. Appunto, solamente per “crudeltà”.

Cani adulti e giovani, perfino intere cucciolate. Le accuse vennero mosse al canile dopo la morte di un cucciolo di labrador, e di due giovani pastori tedeschi. La Corte d'Appello di Brescia ha comunque ridotto le condanne della sentenza di primo grado.

Condannata a 1 anno 3 mesi di reclusione Cheti Nin, colei che gestiva il canile. Condannate anche le volontarie Laura Gaiardi ed Elena Caccialanza, a 9 mesi di reclusione. Nel primo grado erano state condannate a 1 anno e 3 mesi, mentre Nin a 2 anni e 2 mesi. Con grande amarezza delle associazioni animaliste, tutte le pene sono state sospese.

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