Una montagna di rifiuti alta 40 metri: scoperta shock sul fondo del lago

Avviata sul lago d'Iseo la campagna di monitoraggio ambientale condotta dai carabinieri: a largo di Tavernola avvistato un cumulo di rifiuti da 40 metri per 10

Non solo cadaveri e misteri irrisolti sui fondali del lago d'Iseo: è partita, infatti, da poco più di 24 ore la nuova campagna di monitoraggio ambientale promossa dal comando provinciale dei Carabinieri di Bergamo, con il supporto tecnico (e “politico”) della Prefettura e delle autorità competenti in tema ambientale.

Il primo monitoraggio subacqueo ha già permesso di rilevare una montagna di rifiuti nei fondali: si tratterebbe in particolare di residui e scarti di gomma, frutto di lavorazioni industriali più o meno recenti. In tutto un ammasso di oltre 40 metri di altezza, largo forse addirittura 10, trovato in fondo al lago a largo di Tavernola.

Campionamenti e analisi

Individuato il “blocco”, a breve verranno recuperati alcuni campioni per farli analizzare a chi di dovere: sicuramente sarà coinvolta anche Arpa, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale. Le verifiche serviranno a delineare la situazione: il rischio contaminazione, la qualità dell'acqua, la possibilità che la gomma accumulata possa rilasciare sostanze pericolose.

E le ricerche subacquee sono soltanto all'inizio. Al comando provinciale, e alle varie stazioni bergamasche, si affiancano anche i carabinieri del Nucleo sommozzatori di Genova. Si cercherà anche in altre zone del lago. In cerca di rifiuti e, forse, anche di responsabilità.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ragazza grave in ospedale per un'infezione: un altro caso dopo Veronica?

  • Operai al cimitero: la bara scivola, si rompe e fuoriesce la salma

  • La testa schiacciata tra la gru e il tetto: così è morto Antonio, padre di tre figli

  • Investita nel parcheggio del centro commerciale: donna muore sul colpo

  • Notte di paura: si trova un orso davanti e lo travolge con l'auto

  • Cane rinchiuso per mesi al buio: era costretto a vivere tra feci e urine

Torna su
BresciaToday è in caricamento