Rezzato, denunciata la Locale: "Mi hanno picchiato in caserma"

La denuncia del 29enne Ibra Dieng raccontata dagli studi di Radio Onda d'Urto dall'associazione Diritti per Tutti: sarebbe stato insultato e accompagnato in caserma, prima di essere picchiato per futili motivi

La denuncia è arrivata direttamente dagli studi di Radio Onda d’Urto: “Ibra Dieng è stato pestato in caserma”. Una storia che comincia a Rezzato, nel parcheggio del Bricoman. Dove spesso il 29enne originario del Senegal si fa trovare con la sua bancarella improvvisata, vende braccialetti, oppure dà una mano ai clienti, a caricare borse e scaffali, in cambio di qualche monetina.

“Conosciuto e benvoluto”, raccontano dalla Radio. Ma il 13 novembre scorso qualcosa è cambiato. Ibra si avvicina ad un uomo chiedendogli qualcosa, quest’ultimo non la prende bene fin dal principio: “Non gradendo la sua presenza gli ha risposto con insulti ad alta voce”. A poca distanza una pattuglia della Polizia Locale, immediatamente intervenuta.

E qui le cose si complicano. Ibra Dieng viene accompagnato in caserma: secondo l’associazione Diritti per Tutti “al ragazzo senegalese sono stati rivolti insulti e offese, anche di matrice razzista”. Non sarebbe mancato il ‘classico’ “negro di merda”. Il senegalese chiede agli agenti di smettere di insultarlo: “Il commissario della Polizia Locale – raccontano ancora dagli studi della Radio – gli ha tirato un calcio nella zona genitale, mentre altri due agenti lo colpivano con schiaffi al volto e pugni sulla nuca, fin quando si è accasciato sulla seggiola”.

Sarebbe stato un pestaggio in piena regola, con tanto di successiva visita al pronto soccorso della Poliambulanza di Brescia. Già circolano i nomi, dei due agenti accusati: mentre è già stata depositata una denuncia per lesioni personali, abuso di autorità e abuso d’ufficio contro “i responsabili di questi atti di violenza”.

“Non sono ammissibili – concludono da Diritti per Tutti – violenze e vessazioni commesse da appartenenti alle forze dell’ordine contro persone in stato di fermo. Evidentemente chi compie queste violenze istituzionali è sicuro di passarla liscia. E’ ora di dire basta, anche per evitare nuovi casi alla Stefano Cucchi”.

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