Contagio da Coronavirus in una casa di riposo: grave anziana, la rabbia dei parenti

Una 90enne, ospite della residenza 'Anni Azzuri' di Rezzato, è risultata positiva al Covid-19: da venerdì è ricoverata al Civile, ed è in gravi condizioni.

Foto d'archivio

Il Covid-19 è approdato alla residenza per anziani 'Anni Azzurri' di Rezzato: "È stato confermato un caso di Coronavirus relativo a una persona ospite della struttura. La persona è stata prontamente ricoverata presso gli Spedali Civili di Brescia", si legge nella nota diffusa dalla casa di riposo.

Stando a quanto riferito a Bresciatoday.it dal nipote della donna, Andrea Martinelli, la comunicazione ufficiale sarebbe però arrivata tre giorni dopo la conferma della postività. L'anziana signora, un 90enne che risiede nella struttura da diversi anni, sarebbe stata ricoverata al Civile lo scorso venerdì sera e il giorno seguente, cioè lo scorso sabato, sarebbe arrivata la conferma della positività al Covid-19.

I parenti della donna - le cui condizioni sono molto critiche - sospettano che abbia contratto il virus alcune settimane fa, durate una visita effettuata in un nosocomio della città: "17 giorni fa mia nonna si era recata alla Poliambulanza per sistemare una spalla lussata e dopo alcuni giorni ha iniziato ad avere la febbre e tosse: i medici della residenza per anziani ci hanno detto che temevano che si trattase di un'infezione urinaria, così la nonna è stata sottoposta ad un trattamento antibiotico che è risultato però inefficace - racconta Andrea Martinelli -. Lo scorso venerdì la situazione è però precipitata: aveva difficoltà a respirare ed è stata portata al Civile di Brescia, dov'è subito stato effettuato Il tampone. Il giorno seguente è arrivata la conferma che era posititiva al Covid-19 e anche i miei zii, che avevano visto la nonna nei giorni precdedenti il ricovero al Civile, sono stati messi in quarantena".

La struttura 'Anni Azzurri' fa sapere che "la stanza dove si trovava la persona positiva al Coronavirus è stata sanificata e il personale entrato in contatto con l'ospite sottoposto a quarantena; precisando inoltre che "sono state adottate tutte le misure necessarie per cautelare sia gli ospiti, sia gli operatori, sia i cittadini. Il gruppo Kos Care, di cui Anni Azzurri è parte, intende ringraziare la struttura e tutto il personale della residenza per la grande professionalità, la forte dedizione e la straordinaria umanità con cui sono assistititi gli ospiti, prima fra tutti la persona positiva, che risiedeva presso la struttura da anni e a cui tutti erano legati da grande affetto."

Non la pensa così il nipote dell'anziana: "Dalla visita alla Poliambulanza al successivo ricovero al Civile sono passati 12 giorni e mia nonna non è mai stata messa in isolamento: ha trascorso il tempo insieme agli altri ospiti della residenza e al personale. Lungi da me creare panico, ma è innegabile che le misure utilizzate dal centro anziani siano state sotto la soglia di sicurezza. In piena emergenza Coronavirus, una singola uscita mal gestita di un'anziana ha portato, per una inottemperanza di alcune norme sanitarie, al rischio di un contagio di massa. Mi chiedo perché sia stata fatta rientrare nel centro, dopo essere stata mandata in un ospedale con soggetti potenzialmente infetti da Covid-19 e perché non sia stata sottoposta al tampone al manifestarsi della prima febbre. E ancora mi domando perché hanno usato inutili antibiotici prima di avere la certezza di cosa avesse. Non è sorto in loro il dubbio ai primi sintomi, dato che erano stati proprio loro a volerla mandare in ospedale per sistemare la spalla".

Domande che per ora restano senza risposta. La direzione della struttura, da noi contatta più volte, non ha voluto rispondere alle  perplessità e alle questioni sollevate da Martinelli, affidando la replica ad al comunicato stampa diffuso nelle scorse ore: "Tutto il personale è dotato dei dispositivi di protezione individuale e nelle stanze d'isolamento vengono adottate le procedure previste dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, dal Ministero della Salute e da Regione Lombardia recepite dalla Direzione di Struttura e sulle quali il personale è già stato formato. La struttura continua a garantire la supervisione e l’assistenza ai propri ospiti." 

Il nipote della 90enne attende anche altre risposte, ma dai medici che hanno in cura la sua parente: "Sono ormai 48 ore che non abbiamo più notizie dal Civile. Nei giorni scorsi venivano aggiornati al telefono, ma ora ci è stato detto che possono darci informazioni solo di persona, quindi dovrò andare io in ospedale, dato che i miei zii sono in quarantena, per cercare di capire come sta la nonna, correndo a mie volta il rischio di venire contagiato", conclude amareggiato Andrea.

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