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Prostituta rapita nel ravennate e sequestrata a Breno: nuove accuse

È stata notificata ai tre romeni già in carcere un'ordinanza di custodia cautelare per riduzione e mantenimento in schiavitù e prostituzione minorile aggravata

Il 16 agosto scorso a Marina Romea, sul litorale ravennate, una giovane romena di oli diciasette anni era stata rapita e sequestrata a Breno per essere costretta, suo malgrado, a prostituirsi. I carabinieri del Norm e della locale Stazione, al termine delle indagini sviluppate fin nelle province di Brescia e Varese - e che già avevano portato all'arresto di tre connazionali della giovane - hanno ipotizzato che dietro a tutto ci sia stato un gruppo ben organizzato dedito alla tratta e allo sfruttamento di ragazze romene.

Per questo ai tre accusati, tutti ancora in carcere, - i primi due arrestati nel giro di 24 ore e il terzo individuato l'8 settembre scorso in un bar di Busto Arsizio - è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare per riduzione e mantenimento in schiavitù e prostituzione minorile aggravata, accuse che si vanno a sommare alle precedenti (il sequestro di persona e lo sfruttamento della prostituzione). Si tratta - secondo quanto riportato in una nota dell'Arma - di Julian Boisteanu, di 24 anni, di Alexandra Stanciu, di 20, e di Catalin Bocanet, di 40.


La minorenne presunta vittima dei tre è stata prima attirata in l'Italia con il miraggio di un lavoro normale. Ma una volta arrivata, per lei è iniziato lo sfruttamento. Le è stato fornito un documento falso con generalità inventate di una maggiorenne, quindi è stata istruita su cosa dovesse fare e dire in caso di controlli delle forze dell'ordine. Alla diciassettenne, costretta anche a subire pesanti vessazioni, oltre alla violenza fisica era costantemente oggetto di minacce, assieme alla sua famiglia in Romania.

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