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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

A Brescia si respira «Mal'Aria»: il rapporto impietoso di Legambiente

Il 2012 si chiude con una conferma sugli elevati livelli di inquinamento atmosferico in città, e lo smog "è destinato a caratterizzare anche l'anno appena cominciato"

Quasi metà Italia è fuorilegge per la qualità dell'aria. Il rischio maggiore riguarda la Pianura Padana.

Ma lo sforamento della soglia consentita dalla legge per quanto riguarda le Pm10 (polveri sottili) - e cioé quella di 35 giorni all'anno per 50 microgrammi per metro cubo di valore medio giornaliero - tocca tutto il Paese. La mappa dell'inquinamento atmosferico l'ha costruita Legambiente nel rapporto 'Mal'aria'.

Brescia è nella top ten della classifica 'Pm10 ti tengo d'occhio' (città e giorni di superamento del limite): sesta, con 106 giorni di 'sforamento', davanti a Bergamo e Verona.

Per il Pm2,5 (frazione delle polveri), il cui valore obiettivo è fissato a 25 microgrammi per metro cubo come media annuale, ancora oggi sono disponibili i dati di poche città. Tra quelle monitorate da Legambiente, il 50% sono fuori norma: sul podio Torino, Padova e Milano, con un valore medio annuale compreso tra 35 e 33 microgrammi. A Brescia la medaglia di legno: quarta, con 32 microgrammi.

La nostra città supera anche il limite per gli ossidi di ozoto, con un media annuale di 52,7 microgrammi per metro cubo, sebbene la legge preveda un massimo di 40.

"L'ozoto - spiega Legambiente - risulta tossico per l’uomo per le sue capacità irritanti per le vie respiratorie. Si forma per reazione chimica nell'atmosfera dall’ossidazione del monossido di azoto (NO), le cui fonti principali sono il trasporto su strada, il riscaldamento e i processi di combustione industriali".

Per quanto riguarda, invece, le monitorazioni sull'ozono, ai primi posti si trovano Mantova, Lecco, Bergamo, Reggio Emilia e Parma. Brescia è ottava, con una media di giorni di superamento annua pari a 79 (il limite è 25).

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