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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

In dieci anni 3,5 milioni di stranieri, e i laureati italiani se ne vanno

E' quanto emerge dal rapporto Istat "Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente". Tra il 2002 e il 2011 sono arrivati nel nostro paese 3.563.379 stranieri

Gli stranieri continuano ad arrivare, gli italiani laureati se ne vanno in numero sempre maggiore. E' la fotografia del nostro paese scattata del Rapporto Istat "Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente", uno studio sui movimenti migratori degli ultimi dieci anni in entrata e in uscita dall'Italia.

Dall'analisi dei dati emerge così che tra il 2002 e il 2011 sono arrivati nel nostro paese 3.563.379 stranieri, più della metà dei quali (51,9%), donne. Se però si guardano i singoli paesi di provenienza, si scopre che l'immigrazione femminile è soprattutto proveniente dai paesi dell'Est Europa (sono donne il 74,9% dei cittadini ucraini presenti in Italia, mentre le moldave, le bulgare e le rumene superano abbondantemente il 50%), mentre quella maschile proviene dall'India (oltre il 70% dei registrati in Italia) e dai paesi africani.

La comunità più rappresentata è quella rumena che sfiora quasi il milione di arrivi: praticamente un immigrato su quattro di quelli giunti negli ultimi dieci anni in Italia proviene dalla Romania. Seguono gli albanesi (278mila), i marocchini (258mila), gli ucraini (215mila) e i cinesi (150mila).

Complessivamente, i cittadini di Romania, Marocco, Cina e Ucraina rappresentano il 43% degli immigrati arrivati nel nostro paese in 10 anni. Lazio e Lombardia raccolgono la maggioranza dei flussi in arrivo - nel 2011, 46.916 nel Lazio e 80.056 in Lombardia - coprendo di fatto il 35% del volume totale degli ingressi dall'estero.

Ma l'anno scorso sono state il Trentino Alto Adige e l'Emilia Romagna le regioni che hanno attratto più stranieri, facendo registrare i livelli di migrazione più elevati. Quando a coloro che emigrano dall'Italia, tra il 2002 e il 2011 si sono registrate 580mila partenze, di cui 175mila relative a cittadini stranieri.

Gli italiani che vanno via dall'Italia, generalmente scelgono i paesi occidentali, con in testa la Germania (che nel 2011 ha accolto 5mila immigrati italiani), la Svizzera (tremila) e il Regno Unito (duemila). E nel 2011 si è registrato un dato interessante, che potrebbe essere una diretta conseguenza delle crisi economica: ci sono stati più espatri che rimpatri.

In sostanza, a fronte di 31.500 cittadini italiani rientrati, ne sono andati all'estero 50mila. Altro dato che potrebbe essere collegato alla crisi è quello relativo al livello d'istruzione degli italiani che lasciano il paese. "Il numero degli emigranti italiani con 25 anni e più - scrive l'Istat - oscilla nell'ultimo decennio tra 29mila e 39mila unità".

E' però "da rilevare come si sia modificata la distribuzione dei flussi in uscita rispetto al titolo di studio posseduto: la quota di laureati passa infatti dall'11,9% del 2002 al 27,6% del 2011, mentre la quota di emigrati con titolo fino alla licenza media passa dal 51% del 2002 al 37,9% del 2011".

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