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Roccafranca: presunto rapimento, libere le due donne accusate

Tornata a casa la 49enne Nadir Najat, ancora ai domiciliari la cugina 32enne: prima accusate di un tentato rapimento, a Roccafranca, e poi scagionate del tutto, o quasi. La più anziana ha già raccontato la sua storia

Non si sarebbe assolutamente trattato di un rapimento. Ma di un gesto materno e istintivo, per non far sì che la mamma non perdesse di vista la sua bimba, di soli 2 anni. A Roccafranca quel sabato sera invece si è scatenato il putiferio, le due donne sono state fermate e arrestate, accerchiate dalla folla, accusate di voler rapire una bambina.

Sono entrambe fuori dal carcere. Entrambe di origini marocchine, di 49 e 32 anni: la prima è già tornata a casa, proprio a Roccafranca, alla seconda sono stati concessi i domiciliari, nell’abitazione di Vicenza dove risiede con il fratello.

Per il Gip, dunque, non ci sono gravi indizi di colpevolezza. I capi d’accusa sembrano essersi smontati, ora dopo ora. Anche se per la più giovane un sospetto permane, forse anche a causa di problemi psicologici forse mai risolti fino in fondo.

Per Nadir Najat, la 49enne scarcerata, "è la fine di un incubo". E snocciola la sua versione: "Non siamo affatto scappate, anche perchè abitiamo a 100 metri dal parco giochi. Eravamo lì a far giocare i nostri nipotini, quando una bambina ci si è messa davanti camminando. Alle nostre spalle c'era sua mamma. Abbiamo solamente spostato la bimba sul fianco, così che potesse prenderla. Volevamo semplicemente aiutarla, e ci è finita addosso questa assurda accusa del rapimento".

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