Quinzano: nel cuore della Bassa un cimitero di rifiuti tossici

Allarme ecologico a Quinzano, dove un'indagine che pareva archiviata nel 2009 pone nuovi e inquietanti interrogativi. Una vecchia fabbrica, sotto le cui fondamenta sarebbe stato sepolto di tutto, e di più

Ridondante, come una ripetizione inarrestabile . L’allarme ambientale della provincia bresciana, costante nel suo riproporsi, a latitudini e distanze diverse. Stavolta siamo a Quinzano, nella Bassa, dove un’indagine che pareva archiviata nel 2009 invece apre nuovi e inquietanti interrogativi.

La Procura ha infatti messo sotto sequestro un’area già definita “contaminata”, un ex capannone di una ditta produttrice di mangimi per animali (ma che risulta estranea alla vicenda) sotto le cui fondamenta sarebbe sepolta una vera e propria “bomba ecologica”.

Scarti di lavorazione e scorie pericolose, per quella che a conti fatti altro non è che una discarica abusiva, che andrebbe dunque bonificata, e inertizzata. Rifiuti speciali e non, negli oltre 4000 mq già predisposti alla sorveglianza e al monitoraggio.

L’area inquinata si trova a poche centinaia di metri dall’abitato, nei pressi dell’area umida della roggia Savarona. E se dalla Regione arriva l’ennesimo “cessato allarme”, la letteratura scientifica (che comunque non sempre è statistica) ricondurrebbe all’area contaminata una specificità più unica che rara, con un’elevata incidenza sul totale della popolazione di persone colpite.

La prima delle quali dovrebbe risalire, addirittura, al 1969.

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