Q-Cumber! Un modo tutto nuovo per monitorare ambiente e territorio

A Montichiari la presentazione del nuovo sistema di analisi e controllo ambientale, finanziato da Comune, SOS Terra e Studio Magro. "Per sviluppare strategie collaborative di sostenibilità"

Gianluigi Rosa, Elena Zanola, Giuseppe Magro

Un cetriolo per provare a salvare l’ambiente e il territorio. La cosa fa un po’ sorridere, ma l’assonanza è proprio questa: dall’inglese Cucumber a Q-Cumber il cambio di lettera è breve, ed ecco che ieri sera nella sala consiliare del Comune di Montichiari è stato presentato in via (quasi) ufficiale quello che si preannuncia come una piccola rivoluzione. Ambientale, ma non solo. Q-Cumber è un nuovo sistema di controllo ambientale perfettamente integrato con la tecnologia di Google Maps, in grado di fornire una vasta gamma di applicativi, la possibilità di postare le proprie idee, la possibilità di visualizzare ogni tipo di centralina di controllo, ogni tipo di attività impattante, insomma tutto quanto serve per farsi un’idea dello stato di salute del territorio interessato.

Si comincia con una semplice iscrizione e il gioco è fatto. “Q-Cumber è un GeoSocialForum – si legge nella pagina di presentazione – che collega tra loro le persone del territorio interessate a sviluppare strategie collaborative di sostenibilità”. Collaborare, è questa la parola magica: verrebbe da dire ‘più siamo e meglio è’, e infatti è proprio così. Un progetto di cui presto parleranno un po’ tutti, finanziato al momento da tre diverse realtà, il Comune di Montichiari, il Comitato SOS Terra e lo studio Magro che ha sviluppato questo nuovo forum ambientale. “Questo è un progetto che farà scuola – ha commentato infatti il primo cittadino Elena Zanola – che ci permetterà di dare risposte concrete sull’ambiente e sul territorio. Un progetto in cui i veri protagonisti saranno proprio i cittadini di Montichiari”.

Si comincia da Montichiari per arrivare poi magari alla Lombardia, magari a tutta l’Italia. Senza fretta e senza correre troppo. “La si può definire come un’indagine ambientale partecipata – ci spiega proprio l’ingegner Giuseppe Magro – che si fonda su due componenti sostanziali, il massimo sistema di analisi e di controllo per calcolare il rischio e le potenzialità di impatto e la massima partecipazione del territorio, dei cittadini. Q-Cumber è proprio questo, l’informazione calata direttamente sul territorio, e con un effetto potenzialmente pazzesco”. Come già anticipato ogni iscritto avrà la possibilità di ‘dire la sua’, con un semplice post o con una vera segnalazione, un clic per ogni molestia olfattiva con tanto di data, ora e luogo.

Q-CUMBER - Iscriviti

Un sistema di analisi che permetterà valutazioni più accurate, tenendo conto (finalmente) di quello che dovrebbe essere il vero punto cruciale da considerare prima di proporre qualunque tipo di piano anche minimamente impattante: il limite sociale, la scelta della gente. “La sostenibilità è una grandezza – continua Magro – in alcuni punti può esserci, in altri no. Purtroppo non ci sono leggi che pongono limiti alle discariche, così come non ci sono limiti tecnici. Spesso gli impatti sono pure invisibili, i pochi indicatori spesso invece si riducono alla vista e all’odore. Noi vogliamo fare in modo di migliorare la vita dei cittadini, offrendo loro uno strumento importante in grado di fornire un punto di vista tutto nuovo su quelli che sono gli impatti cumulativi”.

Sulla piattaforma sono già presenti i cosiddetti stressor, dagli aeroporti agli allevamenti, dalle fabbriche alle discariche stesse. A cui si aggiungono le zone ad alta vulnerabilità (riserve e parchi, zone forestali, zone ad alta densità abitativa..), oltre a 10milioni di dati ambientali già caricati. E questa visione dall’alto può aiutarci ad aprire gli occhi. Come? Un esempio facile: se poniamo al centro della nostra analisi proprio la città di Montichiari, ed estendiamo il nostro raggio di controllo nell’ordine dei 40 chilometri, i dati che ricaviamo valgono più di ogni relazione. Si contano 432 impianti di trattamenti rifiuti, oppure 287 cave.

Provare non fa male, questo è certo. Il social network elevato alla massima potenza, e applicato alla futura regolamentazione della società, con l’intervento concreto della cittadinanza nella pianificazione territoriale. Forse così siamo già troppo avanti. Ma provare non fa male, questo è certo. Il Comitato SOS Terra intanto annuncia una nuova serie di incontri, e magari qualche workshop specifico: “Più siamo e meglio è”.
 

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