Pronto soccorso assediato da malati di polmonite: lo spettro della legionella

La Regione ha già attivato il protocollo di profilassi ed osservazione sanitaria. Tre i decessi sospetti

Una escalation assolutamente anomala di infezioni: sono addirittura 71 le persone che negli ultimi tre giorni si sono recate nell'ospedale di Montichiari manifestando i sintomi della polmonite. Tre i decessi definiti, per ora, sospetti, persone con alle spalle problemi di salute pregressi, residenti a Calvisano, Visano e Carpenedolo. Su tutto questo si allunga lo spettro della legionella, per ora sono due i casi accertati, le persone colpite sono strate trasferite al Civile di Brescia.  

Le persone colpite dalla polmonite hanno tutte un'età compresa tra i 60 e gli 80 anni e vivono nella Bassa, tra Montichiari, Carpenedolo, Calvisano, Ghedi, Visano. Negli ultimi tre giorni i casi, sempre più numerosi, hanno fatto scattare l'allarme: nella giornata di ieri si è tenuta una riunione presso l'ospedale Civile di Brescia, durante la quale le autorità sanitarie provinciali hanno valutato attentamente la situazione, facendo scattare il protocollo di profilassi ed osservazione di Regione Lombardia. Tutti gli ospedali della provincia, e i presidi di guardia medica, sono stati allertati e invitati a segnalare immediatamente i casi di polmonite.  

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I decessi. Per ora i decessi "sospetti" sui quali si indaga sono tre, e riguardano persone di età compresa tra i 60 e gli 80 anni, con alle spalle problemi di salute. Anche la maggior parte delle 71 persone con polmonite che si sono recate in ospedale ha tra i 60 e gli 80 anni: molte di queste sono già state dimesse, altre sono state dirottate negli ospedali di Brescia o Castiglione delle Stiviere. Proprio a Castiglione sono stati diagnosticati altri tre casi di legionella. A distanza di pochi giorni dai casi registrati in Franciacorta, a Bornato, il timore maggiore è che il batterio possa essere veicolato dall'acquedotto, e dunque entrare in contatto con le persone in maniera diffusa. Al momento è inutile ogni allarmismo: in giornata si riuniranno i sindaci dei Comuni coinvolti, per stabilire il da farsi. Sul caso, è intervenuto anche l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera (qui la notizia).

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