Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Appalti sporchi in Provincia: chiesti 25 anni di carcere

Abuso d'ufficio, corruzione, peculato, traffico illecito di rifiuti: sono solo alcune delle accuse che coinvolgono una decina di indagati eccellenti, funzionari della Provincia di Brescia e imprenditori

Richieste di condanne pesanti: 7 anni a Pietro Bondoni, 6 a Bortolo Perugini, 4 a Carlo Faccin, 3 a Mariano Gaburri, 2 e mezzo a Piergiuseppe Valentini, 2 anni a Stefano Zilio, solo libertà vigilata per Adriano Bortolotti. Questo è quanto ha chiesto il pubblico ministero, in merito agli indagati eccellenti dell'inchiesta sugli appalti ai lavori pubblici della Provincia di Brescia, e che nella primavera del 2014 era 'deflagrata' coinvolgendo imprenditori e funzionari.

Volti noti dell'omonimo assessorato – ai Lavori Pubblici, appunto – ma anche privati imprenditori come Mariano Gaburri, il primo ad essere arrestato insieme a Pietro Bondoni, funzionario della Provincia. A dare una svolta alle indagini l'ipotesi che al di sotto del manto stradale di alcune strade di competenza provinciale – Lenese, Paulese, Tre Valli e Quinzanese – vi fossero finite oltre 10mila tonnellate di rifiuti da demolizione.


Per l'impianto dell'accusa tutti riconducibili all'azienda di cui Gaburri era titolare. Gli altri indagati: Faccin era dirigente dell'assessorato, insieme a lui il collega Bortolo Perugini. Le accuse: abuso d'ufficio, corruzione, falso ideologico, peculato, turbativa d'asta, traffico illecito di rifiuti, frode. Nell'inchiesta sono state coinvolte in tutto una decina di persone.

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