Per quasi 2 anni schiava del fidanzato violento: costretta a prostituirsi in strada

Un incubo proseguito per quasi due anni: solo l'arresto del fidanzato ha interrotto uno stato di quasi schiavitù. La giovane era costretta a prostituirsi in strada

Foto d'archivio

Per quasi due anni sarebbe stata succube del compagno violento, che fino a pochi mesi fa l'avrebbe obbligata a prostituirsi per strada, dal lago di Garda fino a Bussolengo: a lei niente soldi ma solo botte e minacce, e pure il sequestro dei documenti per impedirle, se mai avesse voluto, di andarsene dall'Italia e dal suo incubo. Era già in carcere per una storia di furti il 33enne di nazionalità rumena che ora è accusato di sfruttamento della prostituzione, violenza e minacce.

Secondo l'accusa, la vittima era la sua compagna e convivente, una sua connazionale, che dalla fine del 2017 alla primavera del 2019 sarebbe stata costretta a prostituirsi sulle strade della Gardesana, arrivando appunto fino a Bussolengo. Dopo un anno e mezzo di silenzio e paura, la giovane donna ha trovato il coraggio di raccontare tutto, ai carabinieri di Peschiera del Garda.

Denunce ritirate per paura delle botte

A loro avrebbe riferito, finalmente, di quello stato di quasi schiavitù, fatto di botte e soprusi, di quella paura che l'accompagnava tanto da non farla reagire, totalmente in balia del fidanzato violento, che ne era diventato l'aguzzino. La giovane, in realtà, avrebbe tentato di raccontare tutto anche prima. Avrebbe voluto denunciare quello che stava succedendo, salvo poi ritrattare e non denunciare mai, probabilmente per via delle minacce o peggio della violenza che subiva dal compagno.

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Un incubo proseguito per quasi due anni

Un incubo proseguito per quasi due anni, interrotto solo nel maggio scorso quando il 33enne è stato arrestato per una serie di furti, commessi insieme ad alcuni complici. E' da allora che la ragazza ha davvero potuto liberarsi dal peso della schiavitù. E soprattutto raccontarlo ai carabinieri, che hanno avviato le indagini e trovato triste conferma di quanto successo negli ultimi due anni. Anche la sorella della vittima sarebbe stata coinvolta nel giro dello sfruttamento: il 33enne le avrebbe più volte sequestrato i soldi, e l'avrebbe pure picchiata alla vigilia di Natale.

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