Dalla Valsabbia alla città, un giro di prostituzione da 300mila euro all'anno

Il blitz dei Carabinieri di Vobarno e Salò per sgominare una rete di prostituzione cinese gestita da una coppia orientale con la collaborazione di un complice italiano. Ricevevano in appartamento, da Vobarno a Poncarale

Tutto ruotava intorno a Vobarno. Un giro d’affari da oltre 300mila euro all'anno, e che coinvolgeva decine di ragazze cinesi costrette a prostituirsi, spesso in Italia senza regolare permesso di soggiorno. A capo dell’organizzazione poi smascherata dai Carabinieri una coppia di cinesi, uomo e donna, a cui si aggiunge un complice tutto bresciano.

Clientela molto variegata, in appartamenti che oltre alla Valsabbia (non solo Vobarno ma anche Prevalle) risalivano lungo il lago, fino a Gardone Riviera, per poi scendere a Soiano, raggiungere e superare Brescia (al Quartiere Primo Maggio), arrivare fino a Poncarale.

Indagini cominciate da un minuzioso setaccio di riviste di ‘settore’ e di siti web. Dove era facile trovare proposte di massaggi a pagamento, in realtà prestazioni sessuali. Toccava a donne anche di età compresa tra i 30 e i 40 anni, magari con un passato fatto di fatica e di lavoro, offrire il proprio corpo ad avvocati e professionisti, operai e professori. Da tutta la provincia.

I primi arresti lo scorso luglio, proprio a Vobarno. Quando i Carabinieri fermarono due prostitute, una maitresse e un altro cinese, conosciuto nel campo come Giulio. Ci sono poi voluti mesi di controlli e pedinamenti, prima di raggiungere la punta di una vasta piramide di sfruttamento.

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