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Scacco al racket delle prostitute: ragazze come schiave, 4 arresti

In manette quattro giovani rumeni, considerati i capi dell'organizzazione: gestivano un racket di ragazze connazionali, trattate come schiave

Alcune di loro riuscivano a guadagnare fino a 700 euro al giorno: soldi che in grandissima parte, se non addirittura tutti, finivano nelle mani dei loro aguzzini, quattro giovani rumeni di età compresa tra i 24 e i 34 anni ora finiti nella rete della Polizia di Stato grazie alla denuncia di una delle ragazze, e dunque tutti arrestati per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Avevano la loro base tra Brescia e l'hinterland: le giovani donne erano tutte di nazionalità rumena, e “battevano” non solo per strada, ma ricevevano i clienti anche in casa, in appartamenti dislocati in città, a Mazzano e Ciliverghe, a Castel Mella.

Le indagini di Procura e Polizia

Le indagini della Polizia, coordinate dalla Procura di Brescia, sono riuscite a far emergere la condizione di paura e sfruttamento che vivevano le ragazze. Costrette appunto a prostituirsi e a consegnare tutti i soldi ai loro aguzzini. Terrorizzate dalle botte che avevano già preso e che avrebbero potuto ancora prendere.

Alcune di loro avrebbero denunciato la loro condizioni, per poi ritrattare o addirittura allertare il proprio aguzzino. Una situazione che ricorda quanto successo anche tra il lago di Garda e Bussolengo: storie di sfruttamento e di paura, storie di donne schiave, alle porte delle città. E i clienti? Come troppo spesso accade, quasi tutti italiani.

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