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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Desenzano del Garda / Montecroce

Un Pronto soccorso «imbarazzante»: a Desenzano si aspetta anche 6 ore

Sei ore d'attesa, il Pronto soccorso "affoga ormai in un quotidiano imbarazzo". Così il consigliere comunale Paolo Abate, in una lettera al direttore generale dell'ospedale. Ma non è solo: le testimonianze di alcuni pazienti

La sanità lombarda spesso raccontata come eccellenza da imitare e che invece, scandali a parte, nel quotidiano non sempre raggiunge gli standard che la propaganda vorrebbe riportare. Succede anche al Pronto Soccorso di Desenzano del Garda, come ha recentemente denunciato il consigliere d’opposizione Paolo Abate con una lettera in cui spiega di “un’amara esperienza” che coinvolge il padre, ricoverato il 22 febbraio scorso, arrivato alle 18 circa e visitato dopo tre quarti d’ora, in attesa di un’accettazione in reparto che stavolta si misura in quattro ore, e intanto “il paziente seduto su una sedia a rotelle, parcheggiato in una specie di atrio con divisorie realizzate con teli scorrevoli e che ricordano strutture mediche militari, dove la privacy non viene assolutamente tutelata”.

Una storia simile capitata anche a Sergio C., sulla sedia a rotelle a causa di un’ernia al disco e che visti i tempi dopo un po’ lascia la sala e si fa accompagnare al Pronto Soccorso di Peschiera. Codice verde, questo è chiaro, lo stesso però di “quelle cinque persone che sono arrivate dopo di me e che invece sono state tutte visitate prima”. Sergio arriva alle 19.30, abbandona il campo ben tre ore dopo, la sua impazienza provoca l’accesa reazione degli operatori sanitari presenti, “addirittura mi minacciano di chiamare i carabinieri”.

“Io non è che al PS vado a farci un giro, se ci vado è perché sto male, altrimenti me ne starei comodo a casa. Ho aspettato ore, hanno preferito visitare altri. E non è giusto, hanno calpestato i miei diritti. Appena starò un po’ meglio porterò anch’io una bella letterina al direttore, come hanno già fatto tanti altri. Anche se sono convinto che non la leggerà neanche”.

Malcontento diffuso ma che può sfociare anche in solidarietà, in fondo la natura umana è proprio questa. “Anch’io ho dovuto aspettare, stavo male e sarei voluta entrare subito – ci racconta Donatella M. di Soiano – Ma dobbiamo anche cercare di comprenderli, loro più di tanto non possono fare. Il problema vero è la mancanza di personale, non ci sono i dottori, mancano gli infermieri. I pochi che ci sono devono fare i salti mortali, non possiamo pretendere che si dividano in quattro. Diciamo pure che se non si decidono ad assumere, e si va avanti così, l’unica cosa che ci resta è pregare il Signore”.

“Ci sono altri pazienti – ancora Paolo Abate, nella lettera inviata al direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Desenzano – che sono arrivati in ospedale alle 16 e sono stati ricoverati alle 22, hanno dovuto attendere sei ore. Un tempo che non ho mai impiegato nemmeno dal veterinario per curare i miei cani, una vergogna! Il Pronto Soccorso affoga ormai nel suo quotidiano imbarazzo, è da tempo che le cose a Desenzano non funzionano. Ma nessuno di prende la responsabilità di cambiarle”.

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