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Profughi: nel bresciano l'ipotesi di una tendopoli

La Provincia è disposta a fornire consulenza, ma la Regione proibisce l'utilizzo della colonna mobile. Intanto si cercano capannoni industriali messi a disposizione dai privati: dopo una prima "fumata nera" a Castenedolo, ora l'ipotesi è Borgo San Giacomo

L’emergenza profughi non si ferma, e mentre si parla di allestire tendopoli nei capannoni, le istituzioni si dividono. Come riporta l’edizione bresciana del Corriere della Sera, infatti, se il piano ha incassato il placet della Provincia disposta a occuparsi di consulenza e manodopera, da Regione Lombardia arriva lo stop di Simona Bordonali: vietato l’utilizzo della colonna mobile, niente attrezzature per i campi profughi. 

Nel frattempo, comunque, a Castenedolo è stato individuato – e “scartato” – un primo capannone, quindi ora si ispeziona Borgo San Giacomo, potenziale teatro della prima micro-tendopoli. E serviranno altri privati disposti a mettere a disposizione i loro capannoni industriali.

A Castenedolo, il proprietario avrebbe assegnato la struttura gratuitamente, almeno per i primi mesi: un capannone nuovo, praticamente intonso. Ma i costi di adeguamento sarebbero stati troppo elevati.

Ci si è spostati quindi a Borgo San Giacomo: pare che un privato sia intenzionato ad affittare il suo capannone. Ma tutto è ancora da vedere.
 

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