Cronaca San Polo / Via Giambattista Brocchi

Via Brocchi: chiesta la revoca definitiva della discarica d'amianto

La Procura di Brescia ha chiesto la revoca definitiva dell'autorizzazione rilasciata a Profacta. Esultano i residenti. Il Comitato spontaneo contro le nocività: "Ma perché il sindaco Paroli non ha mai mosso un dito?"

Amianto in via Brocchi

La Procura di Brescia ha ufficialmente chiesto all’assessore regionale Terzi la revoca definitiva dell’autorizzazione rilasciata a Profacta per la discarica di amianto di via Brocchi.

La relazione del consulente tecnico d’ufficio è categorica: quella discarica non rispetta le fondamentali prescrizioni per lo smaltimento di un materiale pericoloso come l’amianto. E’ collocata a ridosso di un popoloso quartiere, a 69 e 77 metri dalle prime case; non ha alcun sistema di drenaggio e pertanto l’acqua piovana ne allaga periodicamente il fondo.

Amianto in via Brocchi:
«Imprenditori avidi, politicanti accomodanti»

Inoltre l’amianto già conferito è stato, nel trenta per cento dei casi, smaltito in modo irregolare: è presente dell’amianto frantumato, i teli che avvolgono le lastre sono rotti e le lastre  non sono state trattate su entrambe le superfici come prescrive la normativa.

Esulta il Comitato spontaneo contro le nocività, che da quattro anni si batte strenuamente contro la discarica, in molti modi ed in tutte le sedi: un presidio permanente che ha bloccato per sette mesi i lavori di allestimento della discarica, un ricorso presentato con Codisa per denunciare denunciare le irregolarità dell’autorizzazione rilasciata dalla Regione Lombardia, numerose manifestazioni per esprimere il dissenso della cittadinanza.

"Dall’inizio del conferimento dell’amianto abbiamo quotidianamente presidiato la discarica - commentano -, documentando le gravi irregolarità che hanno finalmente portato all'intervento di Arpa e Corpo Forestale dello Stato giungendo al sequestro dell'area da parte della Procura di Brescia. Esprimiamo oggi grande apprezzamento per il prezioso lavoro della magistratura, che è intervenuta con competenza e rigore per impedire i gravi pericoli connessi al mancato rispetto delle norme".

Per il Comitato, tuttavia, restano alcune domande in sospeso: "Come ha potuto la Regione Lombardia rilasciare un’autorizzazione integrata ambientale per una discarica di amianto collocata in città, che non garantisce le più elementari misure di sicurezza e non rispetta la normativa vigente? Perché il sindaco di Brescia Adriano Paroli, che dovrebbe essere il garante della salute dei cittadini, non ha mai mosso un dito per impedire che questa discarica fosse realizzata?".

Pur essendo soddisfatti dello spiraglio che si è aperto per la soluzione del problema discarica, tra gli attivisti resta dunque l'amarezza per il comportamento "inqualificabile" degli enti locali e territoriali: "Vorremmo poterci fidare dei tecnici del servizio pubblico e di chi amministra la cosa pubblica: questa vicenda, così come altre analoghe, dimostra invece che, purtroppo, da loro ci dobbiamo difendere".


 

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