Cronaca Piazza della Loggia

Primo Maggio a Brescia: «Dedicato a tutti quelli che muoiono sul lavoro»

Il corteo unitario di CGIL, CISL e UIL arriva in Loggia: fischiato l'intervento di Paolo Carcassi della segreteria nazionale UIL. In Piazza Rovetta e in Piazza Mercato i comizi degli spezzoni antagonisti e marxisti

Foto © Claudia FIlisina

Un altro anno è passato, e un altro Primo Maggio, il corteo bresciano è partito da Piazza Garibaldi e col suo troncone principale ha raggiunto Piazza della Loggia, per il comizio unitario dei primi tre sindacati italiani. L’atmosfera però è diversa, la giornata è quella dei lavoratori e anche dal palco ricordano “il patto sacro della nostra solidarietà internazionale”, sono scarsi gli applausi, anzi sono proprio pochi, soprattutto quando a parlare è lo special guest di giornata, Paolo Carcassi della segreteria nazionale UIL: le sue parole sono accompagnate dai fischi dell’ala sinistra, principalmente la FIOM. C’è comunque una dedica, “a tutti quelli che hanno perso il lavoro”, e un pensiero ai morti ‘quotidiani’, che ogni giorno si registrano, da Nord a Sud quasi 1200 ogni anno “quelli che perdono la vita mentre stanno lavorando”.

Poco prima della Loggia il corteo si era già diviso, da una parte (con comizio in Piazza Rovetta) lo spezzone “antagonista e antinocivo”, per l’occasione i riflettori sul tema dell’ambiente, “i ribelli siamo noi”, parte di loro ha poi raggiunto la contromanifestazione milanese, il May Day di precari e disoccupati. Dall’altro lato, in Piazza Mercato, il folto gruppone dei marxisti di Lotta Comunista, con il pugno chiuso in alto per ricordare i 400 morti e gli oltre 600 dispersi a cui è letteralmente crollata addosso una fabbrica in Bangladesh, “una delle più grandi tragedie della storia del movimento operaio”.

Anche a Brescia un momento di “solidarietà internazionalista”, aprendo lo sguardo sul mondo, “no ci sono differenze di razza o religione, l’unica differenza è quella di classe”, altro che interclassismo, “l’unità del proletariato non è solo un sentimento umanitario, è una condizione necessaria”.

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