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Sindaco si rifiuta di celebrare il matrimonio omosessuale? Ci pensa l’assessore

Il primo cittadino ha mantenuto fede ai propri propositi, ma non ha potuto vietare che due suoi assessori celebrassero il primo rito civile omosessuale del Comune.

Una spaccatura all’interno dell’amministrazione del primo Comune in Italia dichiaratamente “no gender”? No, sola una differente visione delle cose. A Prevalle il sindaco leghista Amilcare Ziglioli si è rifiutato di celebrare le nozze tra due uomini, così ci hanno pensato due assessori. 

Finito alla ribalta nazionale a causa dell’ormai celebre “sportello no-gender” (chiuso durante l’estate, ma pronto a ripartire da ottobre), il Comune di Prevalle nelle scorse settimane ha ricevuto la richiesta formale da parte di Mauro Tobanelli e Stefano Boletti per la loro unione civile, dopo 17 anni di fidanzamento.  

Vista l’obiezione di coscienza del primo cittadino, il compito è stato svolto dalla coppia di assessori Desire?e Maccarinelli, Servizi Sociali, e Damiano Giustacchini, Lavori pubblici. Ziglioli ha ribadito che per lui la famiglia normale è quella composta da uomo e donna e che avrebbe fatto a meno di questa prima volta: «La mia cultura e la mia posizione non sono in linea con queste celebrazioni, ma la legge ci chiede questo e quindi qualcuno celebrerà. Io però avrei detto no».

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