Cronaca

Il mistero del cadavere nel naviglio: la tragica ipotesi del ragazzo scomparso

Non è ancora stato identificato il cadavere che mercoledì mattina è riemerso dalle acque del Naviglio grande bresciano, alla centralina di Via Fucine a Prevalle

Carabinieri e Scientifica alla centrale idroelettrica © Bresciatoday.it

Mistero irrisolto dal Naviglio grande bresciano: non è ancora stato identificato il cadavere che mercoledì mattina è riemerso dalle acque, finendo incastrato nelle paratie della centralina idroelettrica di Via Fucine, affacciata sulla Gavardina e a poche centinaia di metri dal centro del paese. Il corpo è stato individuato intorno alle 9.30 dagli operai dalla Bkw Hydro, l'azienda che gestisce l'impianto che dista solo 2 chilometri da quello di Via dei Maressi, dove venne ritrovato il corpo senza vita di Jessica Mantovani.

L'autopsia al Civile

Per recuperarlo e poi trasferirlo all'obitorio del Civile, dove verrà sottoposto ad autopsia, ci sono volute circa tre ore. Il cadavere era infatti in avanzato stato di decomposizione: da chissà quanti giorni rimasto in acqua prima di finire tra le griglie e le paratie della centrale. Per questo sarà necessario l'esame autoptico, disposto dal magistrato Katy Bressanelli, per cercare di risalire alla sua identità (l'erosione dell'acqua ha rimosso pure le impronte digitali).

Non solo: dall'autopsia sarà possibile capire le cause della morte. Al momento, a seguito dei primi accertamenti medico-legali, sembra esclusa ogni forma di violenza o di intervento esterno: l'uomo di sicuro è caduto in acqua, ancora vestito, non è chiaro se a causa di un incidente oppure se per un gesto estremo.

La tragica ipotesi

L'età ipotizzata dell'uomo senza vita, circa 40 anni, e le circostanze del ritrovamento non fanno escludere agli investigatori, al momento, che possa trattarsi del corpo del giovane Nicola Gosetti, il 36enne proprio di Prevalle che risulta scomparso ormai da più di un mese e mezzo, dai primi dell'anno. Il suo caso è stato trattato anche dalla trasmissione “Chi l'ha visto”.

Rilievi e accertamenti

In mattinata fino a dopo le 13 un lungo tratto della ciclabile Gavardina è rimasto interdetto al transito, presidiato dagli agenti della Polizia Locale prevallese. Sul posto anche i Vigili del Fuoco di Salò, l'automedica e l'ambulanza dei volontari dell'Anc Valle del Chiese che per primi avevano risposto alla chiamata al 112, poco dopo le 9.30. Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Brescia, che hanno competenza territoriale, in collaborazione con i colleghi della stazione di Nuvolento: i rilievi specifici sono stati invece portati a termine dalla Sis, la Sezione investigazioni scientifiche.

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