Cronaca

La Madonna popolare di Prevalle festeggia 175 anni di celebrazioni

Si è conclusa lunedì la doppia settimana di eventi che ha coinvolto Prevalle e San Michele, tra cortei e liturgia, tra messe e preghiere. Una storia popolare che è già leggenda, dal 1836 ad oggi: le attrattive del Santuario

A metà tra il ricordo e la tradizione, tra il miracolo e la celebrazione, si sono concluse lunedì le due settimane ricche di eventi che hanno coinvolto Prevalle e le frazioni di San Michele e Baderniga in occasione dei 175 anni del voto della Madonna del Carrozzone. Mesi e mesi di preparazione per quello che è un evento tanto atteso non solo per la sua valenza religiosa, ma per il suo potere aggregativo che ha riunito e coinvolto tutti i cittadini e gli abitanti della zona e delle contrade. Da mesi i volontari si impegnano nella realizzazione di quella che è poi stata una grande celebrazione, perfezionata nei dettagli e nei tempi, dagli addobbi floreali di migliaia di rose di carta cerata ai cortei e alle processioni, fino alla Festa del Ringraziamento di domenica 9 ottobre.

La storia è quella di una Madonna popolare, che anche nel celebre Santuario viene rappresentata con abiti di questo tipo, da poveri e per i poveri. La storia è una piccola leggenda, celebrata ogni anno come una precisa ricorrenza: tutto comincia nel 1836, nella seconda domenica di luglio, quando le donne della contrada di Baderniga guidano una processione alle 4 del mattino “per scongiurare la fine dell’epidemia di colera che falcidiava la popolazione”. Un rito che poi si ripete, tanto che “sin dalle 3 del mattino le donne passano con latte e campanacci a dare la sveglia alla gente della frazione e ad avvisarli dell’imminente processione”.

Anche nel 2011 il viaggio mistico e magico dalla contrada al Santuario si ripete, e anche se i tempi e gli orari sono cambiati il significato è rimasto pressoché lo stesso. Una celebrazione che è celebrazione religiosa ma anche territoriale, un ricordo mai sopito della realtà rurale che ancora oggi caratterizza i territori coinvolti, all’insegna della tradizione da non dimenticare. La piccola leggenda si arricchisce, come è forse giusto che sia, con i particolari di un avvenimento del secolo scorso, a cavallo tra le due guerre, tramandato per via orale ma poi fissato su una nota epigrafe.

“Nel 1923 il parroco don Giovanni, vedendo fuggire imbizzarrito il cavallo che trasportava i bambini della Prima Comunione, invocò questa Madonna. Il veicolo si capovolse ma i bambini restarono incolumi”.

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