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Vomito e diarrea, al grest il pranzo è un inferno: 29 bambini intossicati

Pomeriggio da incubo per una trentina di bambini del grest della parrocchia di San Zenone a Prevalle: forse intossicati da salmonellosi

Riso freddo, roastbeef e patate: è questo il menu “killer” che ha scatenato l'incredibile (e mai vista prima) intossicazione collettiva dell'oratorio di San Zenone a Prevalle, mercoledì pomeriggio. Sarebbero almeno una trentina le persone coinvolte, tra cui 29 bambini – in buona parte ricoverati in ospedale – e due educatori: niente di grave, per fortuna, le loro condizioni sono in netto miglioramento. Ma non è mancata la paura, il panico, in una giornata che sarà difficile da dimenticare.

Il sospetto di una salmonellosi

Il sospetto è una diffusa salmonellosi, provocata forse da una partita di carne – in questo caso il roastbeef – avariata. Gli accertamenti sono in corso da parte dell'autorità sanitaria e dei Nas, il Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri. L'allarme è stato lanciato intorno alle 15, proprio in oratorio: in rapida sequenza i bambini iscritti al Grest parrocchiale – in tutto una sessantina di ragazzi – hanno cominciato a sentirsi male.

Diarrea, vomito, mancamenti, sudori freddi: tutti sintomi di una pesante intossicazione. Causata sicuramente da quanto era stato mangiato poco più di un'ora prima. In paese si sono viste almeno una dozzina di ambulanze, della Croce Bianca, Anc Valle del Chiese, Cosp Bedizzole, i volontari di Mazzano, il Van di Nuvolento, i volontari di Calcinato. E poi l'elisoccorso, che è volato più volte da Prevalle a Brescia.

Bambini ricoverati da Brescia a Desenzano

E infine i carabinieri, la Polizia Locale, i Vigili del Fuoco, i tecnici di Ats, sindaco e amministratori. I bimbi hanno un'età compresa tra i 6 e i 13 anni: in tutto sono 29 quelli che si sono sentiti male. Sono stati ricoverati, in codice giallo o verde, negli ospedali di Desenzano, Gavardo, a Brescia al Civile e alla Poliambulanza.

“L'amministrazione comunale è vicina ai bambini e alle loro famiglie – fa sapere il Comune in una nota – Dai primi risultati sembra si sia trattato di un'intossicazione alimentare, per fortuna senza gravi conseguenza. Siamo vicini anche a don Fabrizio, ai volontari e a tutti quelli che prestano la loro opera in oratorio in nome del bene della comunità. Rimarremo vigili su tutti i passaggi che riguardano questa sfortunata vicenda, mettendosi fin da subito a disposizione per intervenire e affiancare, nel limite delle proprie competenze, affinché episodi simili non si verifichino più”.

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