La marcia su Equitalia di trattori e leghisti: «Siete come gli usurai!»

La protesta cittadina degli agricoltori di CopAgri e della Lega Nord, che chiede in tempi brevi "un'Agenzia di riscossione tributi che parli solo lombardo"

Là dove ferma anche la Metro, a Brescia Due, questa mattina c'erano i trattori, i mezzi da lavoro degli agricoltori di CopAgri, schierati in fila sotto il cavalcavia delle banche e delle associazioni industriali, proprio di fronte alla sede bresciana di Equitalia. "Siamo arrivati ad un punto di non ritorno - ci spiega Alessandro Baronchelli, presidente CopAgri Brescia - e per una volta abbiamo deciso di farci sentire davvero, con una protesta simbolica ma non troppo contro quell'agenzia di riscossione che non fa usura ma quasi. In un momento di crisi come questo il mondo agricolo è particolarmente esposto, costi di produzione sempre più elevati così come quelli delle materie prime. E basta una fattura non pagata per attivare l'ingiunzione, la cartella D1 che ti blocca il conto corrente, e ti pignora l'azienda. Ci vogliono rovinare, tutti si dimenticano che la Lombardia è la terza regione agricola d'Europa, è ora che qualcuno questo lo metta in conto". Meno male che c'è la Lega, ci suggerisce Sergio, anche lui agricoltore, "l'unica che alza la voce contro un'azienda come Equitalia nata per riscuotere le multe al Sud e che invece si è specializzata solo al Nord, mentre giù continuano a non pagare".

In effetti il presidio mattutino l'ha organizzato la Lega Nord. "Siamo qui per ribadire la necessità di creare un'agenzia regionale e territoriale - ci racconta l'assessore Massimo Bianchini - flessibile e capace di adeguarsi alle esigenze e ai bisogni del territorio. Questo è il problema di Equitalia, ha radici e testa a Roma e non si preoccupa quando deve strangolare le imprese, con ripercussioni che dal padrone poi toccano anche gli operai. Inutile lamentarsi poi se a Brescia gli sfratti esecutivi per morosità incolpevole sono cresciuti del 200%". Sarebbero 4mila infatti gli appartamenti sotto sequestro, diretta conseguenza, aggiunge il capogruppo provinciale Paolo Formentini, "di metodi ciechi e sordi che non rispettano richieste ed esigenze".


"Noi chiediamo flessibilità - continua Formentini - e non con i furbetti ma con chi le tasse le paga nonostante una pressione tributaria che sfiora il 60%. Equitalia invece sguinzaglia i suoi 8mila dipendenti, in giro per tutta la Regione a riscuotere senza alcuna attenzione al caso umano: oltre i 60 giorni scatta pure l'interesse di mora, del 9%". Da qui, "in ottica federalista", la citata necessità di "un'agenzia che parli solo lombardo, la lingua dei nostri imprenditori, e anche Befera (presidente Equitalia, NDR) deve andare a casa, con il suo stipendio da 300mila euro all'anno".

Impensabile, conclude il consigliere provinciale Faustinelli, "continuare con questi metodi coercitivi di riscossione delle imposte in uno Stato dove la pressione fiscale arriva fino al 60%". In lontananza, su uno dei tanti trattori, sventola una bandiera forse d'antan: "Bossi salva la Padania!"

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