Cronaca

Poste Italiane Desensano, la storia di Stefano Olivieri Pennesi

Il grido di dolore: "Non si può vivere con 150 euro al mese"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

Guadagnare uno stipendio dignitoso di 1.100 euro ma ritrovarsi a fine mese con un pugno di mosche in mano e se poi, qualcosa va storto nel lavoro, il dramma allora è completo.

Sono le nuove storie di emergenza sociale in Italia, gente precipitata dall'oggi al domani da situazioni che si potevano un tempo tenere sotto controllo a un vortice senza via d'uscita. A raccontare una di queste è Stefano Olivieri Pennesi. Il suo è un grido disperato di rabbia e di dolore: non si può vivere con 150 euro al mese.

Sono i soldi che restano in tasca quando si deve lavorare lontano da casa e magari la vita non ti è andata per il verso giusto. Olivieri Pennesi lavora alle Poste di Desenzano sul Garda dal 2008. E' entrato in causa per un licenziamento. Vinto la prima volta, vinto anche l'appello ora deve fare i conti con la Cassazione.

"Avevo un familiare invalido all'80 per cento e non sono riuscito ad avvicinarmi a casa". Tornare a casa da Desenzano è per lui, come per chiunque, vitale: "Spendo 400 euro di affitto, 400 per la separazione, luce, gas, ... ditemi voi se si può vivere con 150 euro al mese! Non avrei nemmeno i soldi per prendere il treno. Così non si va più avanti!".

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