Lettera a Napolitano: "Fuori dall’Italia gli stranieri che rubano"

Approvato il testo della lettera che sarà inviata anche al presidente della Repubblica e al ministro dell'Interno: a tre mesi dalla morte di Pietro Raccagli, il consiglio comunale di Pontoglio chiede giustizia e "pene più severe"

A poco meno di tre mesi dalla morte di Pietro Raccagni, il macellaio ferito durante una rapina in casa e poi deceduto in ospedale, il consiglio comunale di Pontoglio ha approvato martedì sera una lettera congiunta che sarà inviata direttamente al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al ministro degli Interni Angelino Alfano, al ministro della Giustizia Andrea Orlando, al governatore Roberto Maroni, al prefetto di Brescia.

Un consenso unanime e trasversale, da parte di maggioranza e opposizione. In cui consiglieri, assessori e sindaco chiedono “procedure giudiziarie più rigorose, e pene più certe”, sia per gli italiani che per gli stranieri. Ma con chiaro riferimento agli immigrati, perché “chi delinque deve essere espulso dall’Italia”.

L’ovest bresciano infatti, negli ultimi mesi, sarebbe stata meta ambita di un “turismo predatorio di bande di stranieri”. Non si può più continuare così, si legge nella lettera, “far credere che in Italia tutto sia lecito”. I delinquenti certo rappresentano una minoranza, “ma se non si vogliono integrare, qua non devono restarci”.

E la polemica si allarga anche sul tema dell’assistenzialismo, perché “non è ammissibile che alcune persone ricevano prestazioni ingiustificate dagli enti sociali, quando agli enti sociali stessi mancano i soldi per chi ne ha veramente bisogno”. Alla ricerca di un nuovo rispetto: perché lo straniero che commette reati, e di qualunque tipo, “deve perdere automaticamente qualsiasi diritto alla residenza in Italia”.

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“Chi è ospite sul nostro territorio – si legge ancora nel testo – deve fare ogni sforzo per la sua integrazione, deve assumersi le proprie responsabilità”. Anche se la giustizia non aiuta, perché “sono tanti quelli che sanno che il nostro sistema giudiziario non li punirà”.

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