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Riapriamo la stazione! «Il Trasporto Pubblico è una battaglia di civiltà»

A Ponte San Marco la proposta di Linea Indipendente: creare un Comitato, anche interregionale, per riattivare le potenzialità della linea BS-VR. Da integrare magari con il Metrobus, e magari con la TAV

In effetti di treni non ne passano poi tanti, in tutta la giornata se ne contano otto o forse nove, che si riducono miseramente a due forse tre nei giorni festivi. Tutto intorno un senso d’abbandono, per una stazione che è davvero abbandonata, a Ponte San Marco saranno 20 anni che manca il presidio, la biglietteria e l’ufficio movimento, 20 anni che la struttura cade a pezzi, che al suo interno ci sono ancora batterie, cavi elettrici, vetri rotti. Eppure, conti alla mano, è una stazione come tante, ha il suo bacino d’utenza potenziale, potrebbe essere utilizzata da studenti e pendolari.

E perché non riaprirla? Questo si chiedono, in tanti, proprio a Ponte San Marco ma soprattutto a Calcinato, e il gruppo Linea Indipendente risolleva la questione, e propone la fondazione di un Comitato vero e proprio per la riapertura della stazione. “Hanno smantellato tutto, i binari di servizio e gli spazi annessi – ci racconta Flavio Vida – Una volta fermavano tutti i treni, col tempo li hanno ridotti all’osso, se va avanti così diventerà davvero una stazione fantasma, completamente dismessa”.

Come tante altre sulla tratta Brescia-Verona, vedi Rezzato sul bresciano o vedi Castelnuovo sul veronese. “Questa è una battaglia civile, stiamo parlando del Trasporto Pubblico Locale! Un trasporto che deve essere garantito anche su rotaia, con tutti i riscontri positivi che ne derivano: è un trasporto collettivo, dunque educativo, è un trasporto che riduce le emissioni, che riduce i costi. La nostra è un’infrastruttura superstite, completamente abbandonata. Non ha senso”. Le cose sono cambiate sulle tratte FFSS, ora non ci sono più gli Intercity e gli interregionali, solo regionali (qua gestiti da TreNord) e Frecciarossa, Frecciabianca e altre amenità.

“Ma perché i treni regionali non supportano il vero traffico regionale? – si chiede ancora Vida – Studenti e pendolari sono costretti ad andare a Desenzano, forzando il reale bacino d’utenza, e i parcheggi sempre pieni ne sono dimostrazione. La Regione, la Provincia ma pure i Comuni hanno speso parecchi soldi per migliorare le infrastrutture, ma spesso le scelte fatte sono fine a sé stesse”. Un po’ come il MetroBus cittadino, che in molti non hanno esitato a definire ‘folle’ in termini di costi già passati, e di costi che arriveranno: “Volente o nolente, la Metro a Brescia è cosa fatta. Ora bisogna renderla utile! Perché non realizzare un sistema metropolitano d’interscambio, che magari coinvolga Desenzano e Palazzolo, Rovato e Rezzato?”.


Un sistema alla U-Bahn tedesca, che in quanto ad efficienza ha solo da insegnare: “Ma ci sono begli esempi anche da noi, vedi la linea Iseo-Edolo, funziona così bene.. ma come funziona bene il sistema Ferrovie Nord tra Como e Varese e Milano, tanti treni che come dei vasi sanguigni ti trasportano dritto alle arterie principali. Il TPL può e deve funzionare meglio, un servizio che deve essere erogato e migliorato perché già pagato dalla collettività. Si conoscono gli effetti a lungo termine del trasporto su ruote, sia per quel che riguarda i costi che per quel che riguarda le emissioni”.

Il Comitato in via informale esiste già, presto avrà contorni definiti, e già si parla di prime iniziative. Per esempio una raccolta di firme, come già successo a Lonato, dove però invece di un treno si sono ritrovati un autobus extra. “Lavoreremo per costruire un progetto condiviso, che coinvolga tutti i cittadini. Ci mobiliteremo per organizzare un tavolo di confronto con altre realtà come la nostra, lungo tutta la tratta Brescia-Verona. Cercheremo di far pesare la questione, prepareremo dati e numeri, ci attiveremo con proposte concrete. La cosa non solo non è fattibile, anzi. E’ una follia non pensare di realizzarla!”.

Parlando di treni e rotaie non si può non parlare di TAV: “Altro tema scottante. Anche in questo caso dobbiamo prenderne atto, la TAV si farà. Allora è giusto lavorare a soluzioni alternative, dimostrare che si posso ottenere dei benefici concreti. Magari riattivando la linea storica, potenziando le fermate e le piccole stazioni, far crescere l’interazione tra la rete cittadina, l’hinterland e tutta la Provincia”. Nel tempo del rigore e del fiscal compact tronfio d’europeismo la parola spreco dovrebbe presto diventare un ricordo: come sempre, Italia permettendo.

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