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Allarme bomba a Ponte di Legno: arriva l’esercito ma l’ordigno non scoppia

Tra il Gavia e il Tonale viene rinvenuto un ordigno bellico risalente alla Grande Guerra: sul posto una ventina di uomini tra volontari, militari e Forestale. Ma ne manca uno, come legge richiede: tutto rinviato a data da destinarsi

Nel giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti d’America anche l’Italia, o meglio la Provincia bresciana, ha la sua piccola storia da raccontare. Era proprio il 4 luglio infatti quando sulla stradina che separa il Passo del Gavia e il Passo del Tonale viene ritrovato un ordigno vecchio di quasi cent’anni, probabilmente un ‘cimelio’ risalente alla Prima Guerra Mondiale.

Dalla Grande Guerra a oggi di anni ne sono passati ma si sa, in campo militare l’uomo ha sempre dato il peggio di sé, insomma non s’è fatto mai mancare nulla in termini di efficienza. Il ‘pericoloso’ ritrovamento viene allora segnalato, in paese (a Ponte di Legno) si mormora e si chiacchiera, ci si prepara intanto per l’intervento di militari e artificieri, che puntualmente avviene, circa una settimana dopo.

Tutto a posto, o quasi. Sulle stradine di montagna si muovono furgoni e mezzi militari, sul porto arrivano una ventina di uomini tra cui gli esperti artificieri, pronti a disinnescare la bomba. L’ordigno viene accuratamente spostato, siamo sul Tonale, in molti si guardano e aspettano, in effetti manca qualcosa.

La legge prevede infatti che, in caso di disinnesco, sul luogo dell’operazione ci debba essere per forza un’equipe sanitaria, ‘capitanata’ da un medico, onde evitare ogni possibile rischio. Militari e volontari, Carabinieri e Forestale alzano il telefono e chiamano, chiedono, aspettano ancora. Niente da fare, nessuno in vista: la bomba viene riappoggiata per terra, in attesa di un secondo tentativo.

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