"Non è corruzione": assolti l'ex sindaco Marinoni e l'ex funzionario Lazzari

Non avrebbero commesso alcun reato. Il processo a carico dell’ex sindaco di Pompiano Maria Angela Marinoni e dell’ex dipendente della Loggia Claudio Lazzari si è chiuso con l’assoluzione di entrambi.

Lui avrebbe passato sottobanco sei pratiche di adeguamento di altrettante abitazioni, lei avrebbe messo mano al portafogli, elargendo decine di euro, per le informazioni riservate: erano queste le accuse, poi rivelatesi infondate, mosse nei confronti dell’ex sindaco di Pompiano Maria Angela Marinoni e dell’ex dipendente del Comune di Brescia Claudio Lazzari, già finito nella bufera per la vicenda dei soldi (e delle prestazioni sessuali) chiesti ai cittadini in attesa dei certificati di agibilità.

La decisione del giudice

Per l’ormai ex funzionario di palazzo Loggia, come per l’ex primo cittadino del Comune della Bassa, il processo per corruzione (celebrato con rito abbreviato) si è chiuso nel migliore dei modi: entrambi sono stati assolti, perché, ha stabilito giudice, “non avrebbero commesso alcun reato”.

Le accuse

Sono state smontate e sono decadute totalmente le accuse mosse dal pm, che aveva chiesto per entrambi una condanna a tre anni e 4 mesi di reclusione.

I fatti

Secondo l'accusa, l'ex primo cittadino avrebbe corrisposto al funzionario poche decine di euro per ogni informazione teoricamente riservata che l'uomo le passava: pratiche edilizie, segnalazioni di procedimenti amministrativi, visure catastali, e planimetrie alle quali la donna avrebbe avuto un accesso privilegiato. Per il giudice non si sarebbe trattato di un caso corruzione: Lazzari avrebbe agito fuori dalla sua attività lavorativa e in un normale rapporto di collaborazione.

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L’ex dipendente di palazzo Loggia è stato assolto anche dall’accusa di peculato, per aver utilizzato uno strumento di proprietà del Comune (un misuratore laser) a scopi privati. 

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