Epidemia di polmonite, un altro morto. Boom di casi ad Acquafredda

Un'altra morte sospetta: disposta l'autopsia sulla salma di un 70enne di Castenedolo deceduto alla Poliambulanza di Brescia

Un altro decesso probabilmente dovuto all'epidemia di polmonite batterica che sta tartassando il Bresciano: la vittima è un 70enne di Castenedolo che però era già ricoverato alla Poliambulanza per un'altra patologia. L'autopsia dovrà far luce sulle cause della morte, a quanto pare dovute a una serie di complicazioni respiratorie per via di un'infezione. E' bene ricordare che sulla vicenda sta indagando anche la Procura, per epidemia colposa.

Gli ultimi aggiornamenti sui campionamenti di Regione e Ats: mercoledì ne sono stati effettuati nove, tra questi quelli che hanno definitivamente smentito la presenza del batterio della legionella nelle torri di raffreddamento della Ofas Spa di Visano. La stessa sorte era capitata solo un paio di giorni fa anche alla Cartiera del Chiese di Montichiari: niente legionella nelle torri e nei camini.

E' stata invece confermata dalle analisi – per i risultati definitivi servono una decina di giorni – la presenza di legionella nelle torri di raffreddamento delle Acciaierie di Calvisano e della Gkn Wheels di Carpenedolo.

I dati clinici sull'epidemia

Mercoledì 26 settembre si sono registrati 14 nuovi accessi al pronto soccorso, negli ospedali di Brescia e provincia: sei persone sono state ricoverate. Al momento sono 118 i degenti. Non risultano nuovi casi di positività alla legionella: ad oggi sono 48 le persone colpite. Migliorano le condizioni dei bresciani ricoverati all'ospedale San Gerardo di Monza: un ragazzo 29enne di Roè Volciano ma originario di Puegnago e un 43enne di Remedello.

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Finora è stato accertato un solo decesso per legionella: si tratta di Guglielmina Castelletti, 69 anni di Mezzane di Calvisano. Gli altri decessi sono tutti dovuti alle complicazioni di polmonite batterica. Dagli inizi di settembre sono quasi 600 le persone colpite: l'epidemia si è diffusa in particolare in una decina di Comuni della Bassa al confine con il Mantovano. Ma è Acquafredda il paese dove la percentuale si è impennata: la media è di una polmonite ogni tre anni, in meno di un mese già se ne contano 15. Un dato che fa ben capire il livello d'emergenza: 45 volte tanto.

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