Polmonite, l'epidemia non si ferma: 33 nuovi casi in un solo giorno

Sono 33 gli accessi al pronto soccorso di domenica, tre volte in più che venerdì: di questi 21 sono stati ricoverati. Ad oggi sono 191 le persone in ospedale

Polmonite, l'epidemia continua a far paura. “Stabile il numero di nuovi accessi”, spiega l'assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera commentando i dati relativi all'aggiornamento sulla situazione nei Comuni bresciani e mantovani in cui si sono registrati numerosi casi di polmoniti a partire dal 2 settembre scorso.

Ma i numeri sembrano dire altro: domenica sono 33 le persone che si sono presentate in pronto soccorso con i sintomi da polmonite. Un terzo in più di sabato, quando erano 22, e addirittura tre volte più che venerdì, quando erano circa una decina. “Conclusa la fase del picco – ha commentato Gallera – entriamo in una fase in cui il numero degli accessi al pronto soccorso risulta ormai costante”.

Dei 33 accessi in pronto soccorso si contano complessivamente 21 ricoveri, di cui 12 in Ats Brescia e 9 in Ats Valpadana. Tra questi il più grave un ragazzo di 30 anni di Calcinato, ricoverato in ospedale a Montichiari per una sospetta legionella. Sono 40 le persone ad oggi positive alla legionella, con un nuovo caso accertato.

Oltre ai decessi, sono numerosi i pazienti ricoverati in gravi condizioni. Due sono di Remedello: un 43enne ricoverato all'ospedale San Gerardo di Monza e un 56enne ricoverato a Pavia. Sempre a Monza anche il 29enne di Roè Volciano ma originario del lago di Garda. A Milano invece il 57enne di Carpenedolo che sarebbe stato tra i primi a contrarre la legionella.

Ad oggi sono 191 le persone in ospedale. Sono otto i Comuni bresciani in cui si sarebbe concentrata l'epidemia: Acquafredda, Calvisano, Carpenedolo, Ghedi, Isorella, Montichiari, Remedello e Visano. Per tutti gli altri Comuni, aveva scritto il Consiglio di rappresentanza dei sindaci di Ats, “non si richiedono precauzioni straordinarie da osservare, e non è necessario adottare precauzioni per la frequenza nelle scuole e negli altri centri di aggregazione”.

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