Politicart in Piazza Loggia: arte e musica per combattere la crisi

Il grande successo della manifestazione conclusasi sabato sera e durata quasi sette ore. Sul palco grandi musicisti non solo bresciani, lungo tutta la piazza le opere e le performance di artisti locali: "L'arte coinvolge tutti i sensi"

Segnali di cambiamento ce ne sono, davvero. Forse il Belpaese ha deciso di cambiare rotta, forse il Belpaese sta cercando una via d’uscita. Politicart si avvicina molto a questo, ha un’intenzione dichiarata e leale, parlare di crisi per poterla contrastare, parlare di crisi rispondendo con il potere più grande e coinvolgente, l’arte, i giovani, la piazza. Tra musica, performance, installazioni ed esibizioni, quadri e dipinti, il grande successo di Politicart in Piazza Loggia, dalle 17 e quasi fino alla mezzanotte una manifestazione che è voluta andare oltre le semplici manifestazioni, un segnale importante che ha davvero riempito la piazza (o perlomeno nel finale), un grido non più silenzioso.

Organizzata da Partiamo da Brescia, movimento apartitico di cittadini "con un unico e ambizioso obiettivo, rifare l'Italia da capo", Politicart si è articolata in due location, la piazza stessa con le opere e le performance degli artisti, e il palco principale, proprio di fronte al Palazzo della Loggia  e alla sua sontuosa cupola. Una line up di tutto rispetto, sia artistica che musicale, e sul main stage si sono alternati tra gli altri i French Wine Coca (in apertura), i Barabonzibonzibo, i Rifondazione Sklero, Ettore Giuradei per il gran finale. Braccia e menti congiunte nell’organizzare l’evento Andrea Biffarino e Francesca Piazza, membri più che attivi di Partiamo da Brescia.

“Politicart nasce dall’esigenza di riflettere sulla crisi non solo economica ma anche valoriale e sociale – ci racconta Francesca – Abbiamo voluto riflettere e far riflettere in un modo un po’ diverso, attraverso mezzi comunicativi immediati e molto più efficaci della semplice parola, del comizio.. l’arte coinvolge quasi tutti i sensi, il cervello è decisamente più stimolato”.

 Una manifestazione che si è sviluppata con il passaparola, nel modo più social e più moderno possibile, e che si caratterizza per il più totale volontariato, di artisti, musicisti e performer. E perfino fornitori storici della città. “Siamo davvero soddisfatti, all’inizio è stato complicato far capire l’intenzione di un evento del genere. Ma poi è andata alla grande, e siamo riusciti a coinvolgere pubblico e artisti, siamo riusciti a discutere con l’arte dei temi classici del momento, dall’ambiente al Governo al costo delle istituzioni”.

“Abbiamo aderito perché non potevamo che condividere le motivazioni che portano a Politicart – ci spiega invece Chiara Cortesi del Gruppo Freeda – La situazione politica attuale non ci piace, e non piace a nessuno. Anche per questo abbiamo voluto presentare la nostra performance SSH (Stato di Silenzio Hdemico), lo stare in silenzio per farci capire, una presa di coscienza e non una provocazione”.

“Secondo noi sono i politici i veri provocatori – aggiunge Alberto Mamberti – Noi lottiamo per fare in modo che il cittadino si renda conto che è lui il vero imprenditore dell’impresa Stato, è il cittadino ad avere l’ultima parola”.

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