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Cronaca Polaveno

Tentano di uccidere la sorella con un'ascia: "Capaci di intendere e socialmente pericolosi"

L'esito della perizia psichiatrica ha dato il via al processo

Sono ancora in carcere, uno al Meucci di Firenze e l'altro al Beccaria di Milano, ma mercoledì sono tornati a Brescia per la prima udienza del processo che li vede coinvolti per tentato omicidio aggravato: i due fratelli, entrambi minorenni (hanno 17 anni), nel febbraio scorso avrebbero tentato di uccidere la sorella più grande (22 anni) a colpi d'ascia, nella casa di famiglia a Polaveno. Il motivo di quanto accaduto rimane oscuro, e sarà forse la prossima udienza - fissata per il 18 gennaio - a dare qualche spiegazione: entrambi i ragazzini saranno infatti ascoltati in aula.

L'esito della perizia psichiatrica

Nel frattempo, mercoledì, i due fratelli hanno incontrato la sorella, per la prima volta dal vivo dopo i fatti di febbraio (ma le hanno già chiesto scusa). Si sarebbero salutati, avrebbero parlato anche se per poco: in aula erano presenti anche i loro genitori. Si è discusso della perizia richiesta dal Tribunale dei minori ed eseguita da Sara Micheli e Gaia Trombini: da quanto si apprende i due ragazzini sarebbero capaci di intendere e di volere, ma presenterebbero anche dei disturbi della personalità, mancanza di empatica, antisocialità. Per questo motivo sarebbero da considerare "socialmente pericolosi".

Cosa è successo quella notte

Ma è soltanto l'inizio di quella che sarà una lunga trafila giudiziaria. Le accuse sono pesanti: tentato omicidio aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi, dalla minorata difesa e dal rapporto di parentela con la sorella. Ma cosa è successo quella notte a Polaveno? Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due fratelli avrebbero fatto irruzione nella camera della sorella armati di ascia e coltello. 

L'avrebbero colpita più volte mentre stava dormendo e solo la prontezza di riflessi della ragazza avrebbe evitato un epilogo ben più drammatico (ma ci sono volute comunque settimane di riabilitazione e svariate operazioni chirurgiche per riprendersi dalle ferite). I fratelli se la sarebbero poi data a gambe, non prima di aver sottratto 200 euro dal portafoglio del padre: i carabinieri li fermarono poco più tardi a Ponte Zanano di Sarezzo. 

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