Cronaca

Rifiuti e tangenti: Locatelli collabora, sentito per cinque ore

Da parte dell'imprenditore "c'é volontà di collaborare alle indagini". L'uomo è indagato per la presunta tangente a Nicoli Cristiani per sboloccare la discarica d'amianto di Cappella Cantone nel Cremonese

E' stato interrogato per oltre cinque ore l'imprenditore Pierluca Locatelli dal pm di Milano Paolo Filippini, titolare, assieme al procuratore aggiunto Alfredo Robledo, dell'inchiesta con al centro la presunta corruzione dell'ex vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, Franco Nicoli Cristiani, arrestato lo scorso 30 novembre su disposizione dei magistrati bresciani che indagano su un presunto traffico illecito di rifiuti.

A richiedere l'interrogatorio davanti agli inquirenti milanesi è stato lo stesso Locatelli, difeso dall'avvocato e professore Ennio Amodio. Da quanto si è saputo, infatti, da parte dell'imprenditore c'é volontà di collaborare alle indagini. "Non sono emerse cose nuove, rispetto a quanto detto in precedenza", ha spiegato l'avvocato Amodio al termine dell'interrogatorio. Il verbale, però, è stato secretato.

Davanti al gip di Brescia, nelle scorse settimane, Locatelli aveva ammesso di aver pagato una 'mazzetta' da 100 mila euro al politico per accelerare l'autorizzazione per una discarica di amianto nel Cremonese. E aveva raccontato anche di aver promesso a Nicoli Cristiani altri 100 mila euro, seconda 'tranche' della tangente. Davanti al pm, è stata interrogata anche la moglie di Locatelli, Orietta Rocca, indagata (é ai domiciliari) nel 'filone' sulla corruzione, assieme al responsabile degli staff dell'Arpa (Agenzia regionale per l'ambiente) della Lombardia, Giuseppe Rotondaro.


I legali hanno chiesto al gip Elisabetta Meyer che Rocca torni in libertà (il giudice deciderà nei prossimi giorni) e per Locatelli chiederanno a breve un'attenuazione della misura. L'inchiesta sulla corruzione è stata trasferita qualche giorno fa per competenza (la mazzetta sarebbe stata versata al politico, tramite Rotondaro, in un ristorante di Milano) alla Procura milanese. Sul traffico illecito di rifiuti indaga invece la Procura di Brescia.

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