Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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La scuola che cambia: il nuovo Piano bresciano per le scuole superiori

Tempi di crisi e di tagli anche per le scuole bresciane: in corso d'opera nuovi piani di accorpamento e nuove verticalizzazioni. In città si rinuncia a qualche corso, e a qualche indirizzo, in un paio di istituti anche classi ridotte

Aristide Peli fa quello che deve fare, guarda i suoi appunti e dice quello che deve dire. Capitolo scuola, scuole superiori, anno scolastico 2013/2014 a Brescia ma anche in Provincia, un quadro che cambia perché i tempi sono quelli che sono, bisogna far fronte alla stagione dei tagli, alla crescita di alcuni indirizzi e al declino di altri, bisogna anche adeguarsi lentamente a quella che presto potrebbe essere un’offerta formativa davvero europea.

L’assessorato alla Pubblica Istruzione della Provincia di Brescia ha intanto presentato il Piano dell’offerta formativa per l’anno che verrà, e gli anni che seguiranno salvo nuove modifiche. In città tante formule ridotte, dal liceo Leonardo che salva i suoi indirizzi (al momento sono tre) ma ridurrà le matricole, gli alunni delle classi prime che passeranno da 16 a 13, o il Golgi che quasi capitola e per carenza d’iscritti (quasi testuali parole) dovrà rinunciare agli indirizzi liceali artistici e turistici, e ai corsi di produzione artigianale e industriale.

Perde qualche ‘pezzo’ anche il Moretto, che aveva fatto richiesta di ampliamento dell’offerta con operatore di impianti termoidraulici e operatore elettrico, anche all’Abba Ballini niente liceo delle scienze umane. Così come in crisi, questa volta nazionale, appaiono gli anni di studi che portano i ragazzi alla qualifica di geometra, e ancora in città il Mantegna in cui verrà cancellato il corso di gastronomia e ospitalità alberghiera. In Provincia la parola d’ordine è verticalizzazione, “l’accorpamento più omogeneo possibile”, tenendo conto ovviamente “della vicinanza delle scuole e della loro tipologia”.

Verticalizzazioni che presto prenderanno forma concreta tra Ghedi e Montichiari, ma pure in Valtenesi, e in Valcamonica e dintorni (come già anticipato qualche mese fa) è confermato il grosso dell’accorpamento tra Sellero e Cevo, Berzo Demo e Cedegolo.

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