Si scambiavano foto e video di minori abusati: un giovane bresciano nella rete di pedofili

Sono quattro le persone arrestate, tra cui un 30enne bresciano, e 16 quelle denunciate dalla Procura di Venezia per divulgazione, cessione e detenzione di materiale pedopornografico

C’è anche un 30enne bresciano tra le persone finite in manette per divulgazione, cessione e detenzione di materiale pedopornografico, nell’ambio dell’ inchiesta  chiamata 'Cassandra'. La vasta operazione della polizia postale di Venezia, coordinata dal centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online e dalla locale Procura, ha sgominato una rete di pedofili italiani che si scambiava immagini e video frutto dello sfruttamento sessuale di minori. 

In manette camerieri, impiegati e operai

Il bilancio è di 4 persone arrestate e 16 denunciate: si tratta di impiegati, camerieri e operai di età compresa tra i 23 e gli oltre 60anni. In manette, oltre al 30enne bresciano sono finiti: un 60enne di Mantova, un 40enne di Modena e un 50enne trentino.

Gli indagati, stando a quanto finora ricostruito, utilizzavano l’app di messaggistica Kik - largamente diffusa da più giovani - per scambiarsi materiale pedopornografico. A differenza di Whatsapp l’utente non è immediatamente identificabile attraverso il numero di cellulare: Kik permette infatti l’accessibilità dal proprio smartphone dopo la creazione di un semplice account. L'attività di indagine è scattata proprio dall'analisi dei dati informatici e delle chat della piattaforma.

Gli investigatori hanno isolato le posizioni geografiche dei singoli nickname e recuperato per ognuno degli utenti il materiale condiviso e gli IP utili per lo sviluppo delle indagini e la successiva identificazione dei pedofili.

Gli agenti hanno sequestrato decine di telefonini e computer, dalla cui successiva perquisizione informatica sono stati trovati i riscontri del possesso del materiale pedopornografico e della presenza su gruppi social per lo scambio di foto e video. In fase di perquisizione, gli investigatori sono risaliti anche a canali Telegram già noti per lo scambi di materiale pedopornografico o connesso a revenge porn.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Fonte: Veneziatoday.it
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coprifuoco in tutta la Lombardia, ok del governo: dalle 23 stop attività e spostamenti

  • Tentato suicidio a scuola: ragazzina si butta dal balcone

  • Dpcm 18 ottobre: le nuove misure della stretta in arrivo oggi

  • Brescia: è morto il papà di Francesco Renga, aveva 91 anni

  • Covid, nuova ordinanza della Regione per locali, sport, Rsa e scuole: cosa cambia

  • Coprifuoco in Lombardia: il 'grande' ritorno dell'autocertificazione

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
BresciaToday è in caricamento