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Domenica, 19 Maggio 2024
Cronaca

Patenti facili, 3mila euro per superare l'esame: indagini anche nel Bresciano

Una struttura ramificata che sarebbe in funzione da anni

Un’organizzazione ben oliata e ramificata sul territorio, che si proponeva per far ottenere con facilità la patente di guida a persone straniere che non capivano, e spesso neppure parlavano, la lingua italiana. Grazie a una complessa ed articolata indagine che ha visto lavorare in sinergia il Laboratorio Analisi documentale della polizia locale di Verona, diretto dal comandante Luigi Altamura, e la squadra di polizia giudiziaria della sezione di polizia stradale di Vicenza, coordinata dal vice questore Silvia Lugoboni, si è arrivati allo smantellamento di quella che pare essere una struttura collaudata, funzionante da anni.

Il business secondo le forze dell'ordine poteva far fruttare dai 2 mila ai 3 mila euro per ogni candidato presentato. Al vertice della struttura S.N., un cittadino pakistano residente in un comune della provincia di Vicenza, il quale si sarebbe avvalso di una fitta rete di procacciatori d'affari sparsi nelle regioni del Nord Italia, ma anche con qualche cellula nel Lazio. Coinvolta nelle indagini – come riacconta Luca Stoppele su VeronaSera.it – anche la provincia di Brescia, oltre a quelle di Udine, Vicenza, Bergamo, Cremona, Sondrio e Roma. Denunciate otto persone (una a Verona, due a Vicenza, due a Trento, due a Bergamo e una a Sondrio), mentre sono attualmente al vaglio le posizioni di ulteriori circa 40 soggetti, coinvolti a vario titolo. Per alcune decine di candidati verrà proposto alle Motorizzazioni civili di competenza l’annullamento della patente di guida ottenuta indebitamente, con la revisione del documento per la verifica dell’idoneità tecnica alla guida.

Pacchetto completo

Le persone che costituivano i tentacoli di questa organizzazione, girando per le varie comunità pakistane e indiane, si proponevano come intermediari per ottenere il documento di guida italiano: in questo S.N. sarebbe riuscito a costruirsi un'ottima "reputazione" e molti connazionali lo avrebbero contattato, sicuri che grazie a lui avrebbero ottenuto la tanto agognata patente. Effettivamente il cittadino pakistano proponeva ai "clienti" un pacchetto completo e allettante. Una volta raggiunto l'accordo sul prezzo, sarebbe stato lui, insieme ai suoi più stretti collaboratori, ad occuparsi di tutta la parte burocratica: prenotare le visite mediche, portare il candidato alle scuole guida, curare l’iscrizione e concordare la data in cui lo stesso doveva presentarsi per svolgere la prova. La mattina dell'esame, secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine, recuperava il candidato e gli consegnava una felpa, un giaccone o una camicia contenente una microcamera, dopodiché inseriva un micro-auricolare nell’orecchio e dava le istruzioni sul comportamento da tenere in aula durante l’esame. Unico compito dell'esaminando sarebbe dunque stato quello di sedersi alla postazione, posizionare il monitor con le domande a favore della microcamera e attendere le risposte.

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