Agguato in azienda, un testimone: “Ho sentito 8 spari, poi le grida d’aiuto del collega”

Il racconto di un dipendente della Colombo & C di Paratico, teatro nella mattinata di venerdì di una sparatoria. Vittima il 38enne bergamasco Simone Martinelli.

L'azienda Colombo & C di Paratico

“Ho sentito 7-8 colpi e inizialmente pensavo fossero petardi”, comincia così la testimonianza rilasciata a Bresciatoday.it da un dipendete della Colombo & C, l'azienda di Paratico che, nella mattinata di venerdì, è stata teatro di una sparatoria. Poi attimi di interminabile panico per l’operaio vittima dell’aggressione a mano armata, come per gli altri colleghi presenti nei capannoni della ditta di via Vanzago.

"Ti ammazzo"

Dopo gli spari, le urla. Quelle disperate della vittima dell’agguato “Aiuto, aiuto mi stanno sparando, chiamate i carabinieri”, avrebbe infatti gridato Simone Martinelli, 38 anni di casa nella Bergamasca. E poi quelle minacciose dell’aggressore armato di pistola: “ Ti ammazzo, bastardo”, avrebbe urlato mentre con il calcio dell’arma colpiva ripetutamente Martinelli alla testa. Poco prima avrebbe esploso diversi colpi, due dei quali hanno raggiunto le mani del 38enne .  

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Individuato il presunto aggressore

Terrore in azienda

Una sequenza terrificante, andata in scena poco dopo l'inizio del turno di lavoro. “Erano circa le 8.05, quando ho sentito il collega chiedere aiuto: è stato allora che ho realizzato che non erano petardi, ma c’era una persona armata in azienda. Non ho capito più nulla e sono istintivamente andato a nascondermi dietro ad un tornio. Si è scatenato il panico in entrambi i capannoni: vedevo gli altri correre, scavalcare le recinzioni e scappare in ogni direzione”, ricorda il dipendente della ditta, che preferisce restare anonimo.

Nel frattempo chi poteva ha impugnato il cellulare per chiedere aiuto al 112: “L’ambulanza però è arrivata dopo almeno 15 minuti - spiega ancora l'operaio - e nel frattempo alcuni colleghi hanno portato Simone al piano superiore, nei locali adibiti al pranzo: aveva il volto e le mani completamente insanguinate e hanno cercato di tamponare le ferite”.

Dopo le prime cure, il 38enne, che non ha mai perso conoscenza, è stato trasferito all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e successivamente ricoverato in codice giallo. Per fortuna le sue condizioni non sono critiche. 

Tutti hanno udito gli spari e le grida, ma nessuno avrebbe assistito direttamente alla sparatoria, che sarebbe avvenuta tra il cortile e l’ingresso di uno dei due capannoni della ditta specializzata nella produzione di guarnizioni nautiche. 

Aggressore in fuga

Gli istanti dell’aggressione sarebbero però stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza dell’azienda, che ha sede legale a Sarnico. Stando alle prime indiscrezioni trapelate, il 38enne era appena sceso dall’auto parcheggiata in cortile, quando sarebbe stato avvicinato dall’aggressore che è ancora ignoto. Anche lui aveva appena lasciato l'abitacolo della sua macchina (una vecchia Lancia Ypsilon di colore scuro): pare che il suo volto fosse coperto da un passamontagna.

Tra i due ci sarebbe stato un brevissimo scambio di battute, poi l'aggressore avrebbe estratto la pistola aprendo il fuoco contro il 38enne. Per fortuna i colpi esplosi non hanno raggiunto gli organi vitali e il giovane uomo, dipendente dell’azienda da più di 10 anni, si è salvato. Nemmeno i colpi inferti alla testa con il calcio dell’arma hanno avuto conseguenze drammatiche. L’uomo che gli ha sparato è quindi corso di nuovo verso l’utilitaria, ha messo in moto e si è dileguato prima dell'arrivo dei carabinieri e dei soccorsi.

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Ma la sua fuga è stata breve: i carabinieri lo avrebbero rintracciato nel tardo pomeriggio di venerdì e in serata è stato portato in caserma per essere interrogato. I sopsetti dei militari sono ricaduti su un 22enne di Villongo.

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