Spari in azienda: fermato un ex collega dell'operaio ferito

Dopo un lungo interrogatorio in caserma, un giovane di 22 anni è stato sottoposto a fermo: l'accusa è di tentato omicidio

L'azienda di Paratico teatro dell'aggressione

Sette colpi, cinque a vuoto e due a segno, sulle mani del "rivale". Dopo l'incredibile agguato andato in scena nella mattinata di ieri, e le indagini che hanno portato all'individuazione dell'aggressore, nella notte un 22enne è stato sottoposto a fermo. Si è conclusa nel giro di poche ore la caccia all'uomo dei carabinieri di Capriolo e di Chiari, che da ieri mattina stanno indagando in merito all'agguato con arma da fuoco verificatosi attorno alle 8 nella fabbrica Colombo&C. di Paratico. 

Già nel pomeriggio i militari, le cui indagini sono state coordinate dal pm Donato Greco, sono arrivati a individuare nel 22enne, ex collega della vittima, il responsabile dell'aggressione. Nonostante avesse un passamontagna al momento dell'agguato, e la targa della sua Lancia Y fosse contraffatta (la targa utilizzata, scritta a mano, aveva i numeri di un'auto intestata al Comune di Paratico, come riporta il Giornale di Brescia), i carabinieri analizzando il passato della vittima sono riusciti a delineare i contorni della vicenda, e a portare in caserma per l'interrogatorio il responsabile. 

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A tarda sera è giunta poi la notizia che l'interrogatorio è culminato con il fermo del 22enne, residente a Villongo, nella Bergamasca. Bergamasco, nato a Lovere ma di casa a Ranzanico, è anche la vittima dell'aggressione, il 38enne Simone Martinelli. Nel pomeriggio di ieri, quando è stato sentito dai carabinieri dal suo letto di ospedale, presso il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Martinelli non ha saputo dire nulla dell'aggressore, che non è stato riconosciuto nemmeno dagli altri operai che si trovavano in azienda al momento degli spari. Al momento non si sa nulla del movente che ha spinto il 22enne a scaricare 7 colpi nella direzione del "rivale".

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