Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Il chirurgo arrestato e il dramma di Roberta, morta di cancro: "Per il linfonodo bevi tisane"

Emergono nuovi e inquietanti particolari dall'ordinanza del Gip che ha portato all'arresto del medico Paolo Oneda e del “santone” Paolo Bendinelli

La 40enne Roberta Repetto, morta lo scorso ottobre dopo un calvario lungo due anni, sarebbe stata operata dal medico bresciano Paolo Oneda su un tavolo del Centro Anidra, “in condizioni del tutto inadeguate, in assenza di anestesia in ossequio a studi sul respiro che le avrebbero assicurato la sopportazione del dolore, senza adeguata tecnica chirurgica, senza alcun successivo esame istologico e quindi senza consentire alcuna diagnosi precoce di melanoma e alcuna possibile terapia”.

Arrestati medico e santone

Lo scrive il Gip Paola Faggiani, il giudice per le indagini preliminari, nell'ordinanza di custodia cautelare per la morte di Repetto, la ragazza di Chiavari (figlia dell'ex sindaco) che si era trasferita al centro olistico Anidra di Borzonasca, in Liguria: sono stati arrestati sia il chirurgo Oneda, 47 anni, in servizio all'ospedale di Manerbio ma che ora rischia la sospensione, che il “santone” (chiamato così anche dagli inquirenti) Vincenzo Paolo Bendinelli, il 69enne considerato tra i responsabili del centro (nonché tra i fondatori). Sono entrambi accusati di omicidio volontario con dolo eventuale e violenza sessuale e circonvenzione d'incapace (ma questo per un altro filone d'indagine).

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, Roberta Repetto si sarebbe trasferita al Centro Anidra dopo aver pure pagato una lauta cifra (decine di migliaia di euro: si dice 60mila). Qui sarebbe stata iniziata all'olistica, meditazione e quant'altro, e appunto sarebbe stata pure operata su un tavolo per la rimozione di un neo sanguinante dalla schiena.

La morte di Roberta Repetto

Subito dopo l'operazione, senza né anestesia né antibiotici o altri farmaci, senza un doveroso esame istologico Repetto comincia a sentirsi male. Come scrive ancora il Gip, seguirà “la comparsa di un primo linfonodo all'inguine: Oneda e Bettinelli avrebbero omesso di indirizzarla a esami specialistici, la rassicuravano e l'invitavano alla meditazione, prescrivendole tisane zuccherate”. E ancora, alla comparsa di un altro linfonodo “la persuadevano che la guarigione sarebbe stata prossima”.

Sono i genitori della ragazza, che si accorgono di quanto sta male, che la portano via dal Centro Anidra e la fanno ricoverare in ospedale. Troppo tardi, purtroppo: la malattia è in metastasi e per Roberta la fine è segnata. Morirà il 5 ottobre scorso. Con la denuncia dei genitori partiranno le indagini, che hanno portato in questi giorni agli arresti di Oneda e Bendinelli, entrambi già trasferiti in carcere.

Un'altra pesantissima inchiesta

Ma come detto c'è un altro filone d'indagine. Riguarderebbe i presunti abusi – da qui le accuse di violenza sessuale e circonvenzione d'incapace – che avrebbe subito un'altra ragazza bresciana: una volta arrivata al Centro Anidra, sarebbe stata costretta a rapporti sessuali con diverse persone. Sono stati i genitori a denunciare l'accaduto: nell'inchiesta risulta indagata anche la psicologa bresciana Paola Dora, 40 anni.

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