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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca Palazzolo sull'Oglio

Tenta di stuprare una donna sulla porta di casa: “Perdono, non ero in me”

Il giovane pakistano ha inviato dal carcere un lettera alla donna che ha provato a stuprare, chiedendo di perdonarlo: "Avevo la mente offuscata, non volevo fare del male"

L'ha aggredita alle spalle mentre faceva stretching sulla porta della sua abitazione: le ha messo le mani sulla bocca per non farla urlare, poi le ha strappato i vestisti di dosso e si è abbassato i pantaloni. Una violenza, avvenuta in pieno giorno, che si sarebbe conclusa con uno stupro se un vicino di casa non fosse intervenuto in tempo, salvando la donna. 

Una sequenza terribile vissuta lo scorso ottobre da una 56enne di Palazzolo: lunghi attimi che la donna non può non ricordare ogni volta che apre la porta di casa, ma che il suo aggressore, un 28enne pakistano, le chiede di perdonare. 

Dalla cella del carcere di Pavia, dove si trova da diversi mesi, Raja Taimo ha infatti scritto una lettera alla donna che voleva stuprare. Poche righe scritte in italiano, poco corretto ma comprensibile, in cui il 28enne ammette tutto quanto gli viene contestato e si giustifica così:

 "Ho fatto una cosa che non dovevo fare, ma non ero in me. Non avevo intenzione di fare del male, avevo la mente offuscata a causa dell'alcol e di una pastiglia che mi aveva fatto ingerire un indiano". Non solo: il pakistano avrebbe pure chiesto alla donna di consegnare la missiva alla Procura e ai carabinieri, in vista dell'imminente processo.

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