Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca Via Raspina, 3

Palazzolo, violenze alla Shalom. La replica: «Niente di vero»

Avvocati in azione, e una lettera della comunità, a seguito del blitz che ha coinvolto quasi 70 carabinieri. Dall'istituto smentita ogni accusa di maltrattamento

Accuse “campate in aria”, figlie di una più ampia campagna diffamatoria di cui si conoscerebbero addirittura i mandanti. La comunità Shalom di Palazzolo prepara il suo contrattacco ‘legale’, la prima replica alle più recenti imputazioni, a seguito dell’inchiesta cominciata ancora nel 2012, sull’eventualità di maltrattamenti o metodi troppo ‘duri’ per il recupero dei ragazzi disagiati o tossicodipendenti.

Una lettera firmata da un doppio avvocato per smentire le ‘voci’ che hanno ‘circondato’ l’istituto, ma poco più di una settimana fa il ‘blitz’ c’è stato eccome, almeno una settantina gli agenti intervenuti, il sequestro di registri e hard disk, sono stati confiscati perfino generi alimentari, bustine di tisane al finocchio, un salame scaduto da qualche giorno.

Lo ‘spettro’ dei maltrattamenti, negli stanzoni e nei cortili: isolamenti e punizioni severe, lavori manuali pesanti e protratti per giorni e giorni. Niente di vero, fanno sapere dall’istituto bresciano: “Abbiamo deciso di reagire – spiegano in una lettera – perché il blitz è la diretta conseguenza di diversi episodi diffamatori”.

Una “diffamazione sistematica e gratuita”, messa in scena da chi la comunità la conosce bene, “persone insospettabili che frequentavano la struttura ma con secondi fini, e che hanno fatto firmare l’esposto contro la Shalom”. 

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