Palazzo Martinengo – Colleoni: tolte le scartoffie riaffiorano gli affreschi

Per decenni è stato la sede del tribunale di Brescia, dal 2009 era chiuso. Grazie al progetto "Brend"lo storico palazzo verrà riaperto per fuori Expo, a metà maggio. Il restyling ha portato alla luce gli affreschi e i soffitti originali, come abbiamo avuto il piacere di scoprire durante la nostra visita in anteprima.

Il cantiere procede a passo più che spedito “ lavoreremo giorno e notte, se necessario”  assicura l'architetto Giovanni Tortelli, dello studio Tortelli-Frasson,  che ha in carico il progetto di restyling. Un recupero che permetterà  alla cittadinanza di vedere, entro la metà di maggio, gli affreschi, i soffitti rococò, e le ricchezze per anni celate dal grigiore e dalle scartoffie dalle aule di giustizia. Un palazzo “offeso” e spogliato, per sempre, dagli arredi e dagli apparati (i giardini e le fontane) che lo caratterizzavano, ora riportato allo splendore di un tempo.

L'intervento, per ora parziale e  low cost (650 mila euro per 8000 mq),  è sponsorizzato dall'Associazione Industriale Bresciana con il contributo della Regione Lombardia e fa parte del progetto “Brend” , che punta a promuovere l'eccellenza della produzione bresciana in concomitanza con Expo. “L'intento è quello di recuperare tutto ciò che è stato coperto e mutilato negli anni in cui il palazzo ha ospitato il tribunale –  spiga l'architetto Tortelli-  e riportarlo ai fasti dell'epoca in cui è stato fatto edificare dalla famiglia Colleoni.” Terminati i lavori, l'edificio di epoca barocca ospiterà per otto mesi, a partire dal 18 maggio, esposizioni delle eccellenze manifatturiere bresciane, work shop e convegni.

La nostra visita in anteprima al palazzo situato in piazzetta sant'Alessandro, all'incrocio tra via Cavour e  via Moretto,  guidata dell'architetto Tortelli, comincia dall'originario fastoso ingresso che tornerà ad essere il punto d'accesso dei visitatori. Un'entrata  teatrale, tra le colonne settecentesche riportate in superficie dai restauratori, che una volta si specchiava in un curatissimo giardino con fontane. La visita prosegue nelle scuderie che accoglieranno l'esposizione dei produttori bresciani. Anche alla scalinata che porta al piano superiore è stata riconsegnata la dignità e la maestosità di un tempo: “ una scalinata che è unica nel panorama architettonico del Nord Italia – spiega Tortelli – perché è aperta e si affaccia sul cortile. Tolte le vetrate che la soffocavano è tornata a conferire l'effetto scenico e teatrale originario”.

Al primo piano gli studenti delle Accademie  Laba e  Santa Giulia e della scuola per la valorizzazione dei beni culturali di Botticino spolverano, ritoccano e danno nuova vita ai vivaci colori degli affreschi originali. “ Per intervenire su tutte le pareti e togliere completamente gli strati di vernice non ci sono abbastanza fondi – spiega Tortelli -, ma per ogni stanza abbiamo scoperto un campione degli affreschi”.
Tolti i controsoffitti, sono spuntate le decorazioni rococò della sfarzosa sala da ballo.Anche operai e muratori sono all'opera per mettere a norma gli impianti e rendere l'edificio accessibile. A breve sarà pronto anche il nuovo impianto d'illuminazione a Led.

Lo splendore, la varietà artistica e culturale del palazzo, che a fine '800 ha ospitato la sede della Banca svizzera Baebler, sono già ben visibili, nonostante i ponteggi. L'augurio è che l'edificio, di proprietà comunale, continui a rimanere, anche dopo Expo, un bene a disposizione della comunità. L'obiettivo degli addetti ai lavori è far diventare l'ex dimora dei Colleoni “uno spazio che possa avvicinare due mondi che hanno sempre viaggiato su binari paralleli: quello della cultura e quello dell'innovazione tecnologica”.

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