Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Padenghe sul Garda

Picchia, stupra e fa abortire la compagna incinta, poi cerca di soffocarla

Mesi e mesi di maltrattamenti hanno portato all'arresto, inevitabile, di un 50enne di Padenghe ora accusato anche di violenza sessuale e lesioni aggravate

Maltrattamenti, violenza sessuale, lesioni aggravate e videoriprese abusive: sono questi i reati che vengono contestati al 50enne bresciano, residente a Padenghe sul Garda, arrestato in questi giorni dai carabinieri della stazione di Manerba. Per circa un anno l'uomo avrebbe vessato e maltrattato la sua compagna, di circa 10 anni più giovane, fino a costringerla ad abortire. Solo all'inizio del nuovo anno la donna ha trovato il coraggio di denunciare: è così scattato il protocollo “codice rosso”, e in una decina di giorni è stata ricostruita la vicenda. E arrestato il suo aguzzino.

Minacce e violenze per mesi e mesi

Come detto i fatti sarebbero proseguiti per mesi. Nel lungo elenco delle violenze non mancano insulti, minacce e umiliazioni – costringerla a inginocchiarsi o sputarle addosso – e ancora violenza fisica e sessuale, perfino il divieto a contattare parenti e amici. Sarebbe stata una morbosa gelosia a scatenare la furia reiterata dell'uomo, che pure in casa aveva installato due telecamere nascoste – in cucina – per controllare ogni movimento della compagna.

Già mamma di un altro bambino ormai cresciuto, avuto in una precedente relazione, la 40enne è rimasta incinta di nuovo: il 50enne, convinto che il bimbo non fosse suo, ha maltrattato per settimane la donna portandola all'esasperazione e a interrompere la gravidanza in ospedale. Alla fine dell'anno l'episodio più drammatico.

Quasi soffocata dopo l'aborto in ospedale

Una tragedia sfiorata: al termine dell'ennesima discussione, nel novembre scorso, l'uomo le avrebbe prima infilato in gola il telecomando della televisione, e poi avrebbe tentato di soffocarla con un sacchetto di plastica. Solo ai primi di gennaio la donna ha trovato la forza di presentarsi in caserma e denunciare quanto accaduto.

Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Alessio Bernardi, Procura di Brescia: a meno di 10 giorni dall'avvio degli accertamenti è stata emessa ed eseguita l'ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Elena Stefana. L'indagato si trova ora in carcere, la donna in sicurezza. Un ennesimo caso di violenza sulle donne, una vittima coraggiosa che ha trovato la forza di denunciare il suo incubo: poi la risposta immediata dei carabinieri e dell'autorità giudiziaria.

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