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Cronaca Padenghe sul Garda

Rapinato e ucciso nel parcheggio: dopo quasi 30 anni c'è un altro indagato

Inchiodato dal Dna

È in libertà da qualche anno, ma ora rischia di tornare di nuovo in carcere. E questa volta il periodo da scontare dietro alle sbarre potrebbe essere ben più lungo: l’uomo, un 50enne di origini siciliane residente nel bresciano, è  infatti indagato per omicidio aggravato in concorso. L’inserimento del suo Dna nella banca dati nazionale, avvenuto quando è finito in prigione per reati contro il patrimonio, ha infatti aggiunto un tassello fondamentale per far riaprire le indagini sul delitto di Carlo Mortilli, il commerciante di orologi freddato con un colpo di pistola, la sera del 21 maggio 1997, nel parcheggio dell’hotel “West Garda” di Padenghe. Mortilli venne rapinato da 3 malviventi: uno di loro, dopo aver strappato una valigetta contenente orologi preziosi, aveva sparato al commerciante, uccidendolo sul colpo.

Due persone vennero poi identificate quali responsabili del delitto: Marcello Domenico Fortunio e Fabio Consolato. Assolti in primo grado, vennero condannati  - 11 anni dopo l'omicidio - in appello, rispettivamente a 17 anni e 8 mesi e a 4 anni di reclusione. Condanne confermate in cassazione.

Non furono invece stati raccolti elementi sufficienti a carico del 50enne e la sua posizione fu archiviata. Nonostante le due sentenze definitive, la vicenda non è caduta nel dimenticatoio: grazie ai progressi della tecnologia e alla creazione, nel 2009, della banca dati del Dna, gli inquirenti hanno potuto collocare anche il terzo sospettato sulla scena del crimine e riaprire così il caso.

La svolta grazie ai profili biologici isolati, all’epoca dei fatti, sul luogo dell’omicidio e inseriti nella banca nati nazionale del Dna, in seuguito alla sua creazione. Uno dei quali si è poi scoperto corrispondere con quello del pregiudicato 50enne. Da questa nuova evidenza scientifica sono partiti gli approfondimenti dei carabinieri della compagnia di Salò, guidati dal capitano Luca Starace, che riporteranno il 50enne - al quale nella mattinata di martedì 23 maggio è stato notificato l’avviso della chiusura delle indagini preliminari - nuovamente alla sbarra e, questa volta, per rispondere di omicidio aggravato in concorso. 

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