Morto sul lavoro, il dramma di una famiglia: la moglie resta sola con i giovani figli

Aveva 52 anni Larbi El Harrak, da oltre 10 al lavoro alla Aso Siderurgica di Ospitaletto: lascia moglie e figli, entrambi all'estero per studiare

Larbi El Harrak

Un'altra croce, l'ennesima vittima che va ad aggiungersi a un elenco purtroppo infinito: quasi 700 morti sui luoghi di lavoro in tutta Italia, oltre 1400 considerando anche i morti sulle strade e in itinere. La tragedia di Ospitaletto si è consumata poco prima delle 10: l'operaio marocchino Larbi El Harrak, residente a Trenzano, è rimasto schiacciato dalla ruspa guidata da un collega di 65 anni.

Per lui non c'è stato niente da fare: una botta tremenda allo sterno, che a quanto pare l'ha ucciso immediatamente. Tanto inutili quanto disperati i tentativi di rianimarlo: la centrale operativa ha inviato sul posto l'automedica e due ambulanze, mentre da Brescia in volo è decollato l'elicottero. Non si è mai ripreso, El Harrak: lo piangono la moglie e i due figli già grandi, entrambi maggiorenni e in Francia a studiare.

Lavorava da più di 10 anni alla Aso Siderurgica: tecnici del lavoro di Ats e carabinieri hanno raccolto rilievi e testimonianze. Illeso il conducente del mezzo di lavoro, comunque sotto shock per l'accaduto: i due si conoscevano bene. Tutte le maestranze delle fabbrica si uniscono al cordoglio dei familiari.

Larbi El Harrak stava lavorando all'altoforno, impegnato nella pulizia del crogiolo. Tutto è successo in pochi attimi: è stato travolto e schiacciato dalla ruspa. Non si sarebbe accorto del mezzo in arrivo, e viceversa l'uomo che lo conduceva non avrebbe visto l'operaio davanti a lui: gli accertamenti sono in corso. La salma è a disposizione della magistratura, che non si esclude possa disporre l'autopsia.

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In Italia più di 1.400 morti

Anche martedì due morti sul lavoro in Italia: siamo già oltre quota 1400. “Una strage mai vista, e nessuno che se ne occupa – scrive Carlo Soricelli dell'Osservatorio indipendente sui morti per infortuni sul lavoro – perché sanno bene che questa strage in crescita è dovuta al precariato, al job act, a una politica tutta rivolta a favore di lor signori. La politica se ne frega, i sindacati s'indignano il tempo necessario per una dichiarazione alla stampa, dicono in corso mai più morti sul lavoro quando si continua a morire. Si dimenticano che devono occuparsene ogni giorno, che è un loro dovere. Ho visto in questi 11 anni la totale mancanza di attenzione al fenomeno. Si alternano al potere, ma chi lavora non conta niente”.

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